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Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalitica

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Van-Ophuijsen-Johan


 




Padang (Sumatra Occidentale, allora Regno D’Olanda, oggi Indonesia), 12 Novembre 1882
New York (New York, USA), 31 Maggio 1950

di Gabriele Romeo e Maria Scordo


Johannes Hendrik Wijnand Van Ophuijsen nacque nel 1882 in una famiglia benestante in Indonesia, che allora era una colonia olandese. Il padre Charles Adriaan Van Ophuijsen (Solok, Sumatra Occidentale, 31 Dicembre 1851 - Leiden, Olanda Meridionale, Olanda, 15 Febbraio 1917), fu provveditore agli studi in Indonesia fino al 1901 quando decise di tornare in Olanda a Leiden, dove fu assunto presso la locale Università come professore di Lingua Malese; essendo anche un esperto glottologo, durante il periodo in cui visse in Asia, sistematizzò l’idioma indonesiano nel metodo denominato Van Ophuijsen Spelling System, che rimase in uso fino alla fine della seconda guerra mondiale. Il 7 Gennaio 1882 a Probolinggo (allora Regno D’Olanda, oggi Indonesia) Charles sposava Ottoline Henriette Gerarde van Steeden (Borculo, Gelderland, Olanda, 6 Dicembre 1855 - L’Aja, Olanda Meridionale, 9 Aprile 1931).
Charles e Ottoline ebbero i seguenti figli:
- Johannes Hendrik Wijnand Van Ophuijsen, che da adulto si fece chiamare più brevemente Johan van Ophujisen;
- Adriaan Hendrik Van Ophuijsen (avvocato; Padang, 23 Novembre 1883 - Djakarta, Djakarta, Indonesia, 1 Marzo 1956);
- Cornelia Jane Van Ophuijsen in Jongejans (Padang, 27 Giugno 1887 - Amsterdam, Olanda Settentrionale, Olanda, 7 Febbraio 1968);
- Charly Harriet Van Ophuijsen in Kunst (Kochi, Kerala, allora Impero Britannico oggi India, 11 Gennaio 1893 - Amstelveen, Olanda Settentrionale, 25 Dicembre 1979).
Da un precedente matrimonio Charles ebbe un altro figlio, Henri Van Ophuijsen (Besoeki, Giava Est, allora Regno D’Olanda, oggi Indonesia, 20 Maggio 1878 - L’Aja, 12 Febbraio 1925).

L’infanzia di Johan trascorse tranquilla; quando egli raggiunse l’età di 13 anni, seguendo le tradizioni delle famiglie benestanti che vivevano nelle colonie, egli fu inviato a studiare nella madre patria e più precisamente al prestigioso Stedelijk Gymnasium Nijmegen (Gheldria, Olanda), il più antico liceo olandese. Dopo aver conseguito il diploma ginnasiale, decise di isciversi al Corso di Laurea in Medicina presso l’altrettanto prestigiosa Rijksuniversiteit Leiden, la più antica dei Paesi Bassi, essendo stata fondata nel 1575 da Guglielmo I d’Orange (Dillenburg, allora Ducato di Nassau, oggi Assia, Germania, 24 Aprile 1533 - Delft, Olanda Meridionale, 10 Luglio 1584). La Medische School di ques’università fu presente sin dalla fondazione. Nel 2008 fu rinominata Universiteit Leiden.

Il 1 Novembre 1907 Johan convolò a nozze con Elisabeth Kerdijk (Amsterdam, 28 Marzo 1881 - Nijmegen, 8 Giugno 1962) il 1 Novembre 1907 a Hoft van Delft (oggi facente parte di Delft, Olanda Meridionale). Ebbero due figli, uno nacque già morto il 25 Settembre 1908 a Zoeterwoude (Olanda Meridionale) e l’altro, Johan Van Ophuijsen (Zurigo, Canton Zurigo, Svizzera, 26 luglio 1912 - Nijmegen, 22 febbraio 1944), il cui nome era similare a quello del padre, il quale in realtà all’anagrafe risultava Johannes, morì in seguito ad un bombardamento durante la seconda guerra mondiale. Johan senior divorziò  da Elisabeth l’8 Luglio 1914 a Delft. Questo fu il primo dei tre matrimoni contratti da Johan e l’unico in cui la moglie non fosse una sua paziente.

Si laureò nel 1909, con qualche anno di ritardo dovuto sia agli impegni matrimoniali sia ai suoi vari interessi culturali, in primis quelli filosofici, che lo distraevano dagli studi. Dopo la laurea, era incerto su quale specializzazione intraprendere; in quel periodo gli capitò di acquistare per caso in una libreria il testo di Hippolyte Bernheim "La suggestione nello stato ipnotico e nello stato di veglia" che era stato tradotto da Freud in tedesco nel 1888; dopo averlo letto, ne rimase entusiasta e si mise in contatto con Freud che gli consigliò di approfondire gli studi al Burghölzli, la celebre clinica psichiatrica dell’Universität Zürich (Zurigo), il cui Direttore era Eugen Bleuler. 

L’Universität Zürich nacque per decisione del Consiglio Cantonale di Zurigo nel 1832 con l’unificazione delle pre-esistenti ma autonome Facoltà di Teologia, Medicina e Giurisprudenza e delle istituende Facoltà di Belle Arti e Filosofia; nel tempo si aggiunsero altre facoltà fino a farla diventare la più grande delle dodici università svizzere. La cerimonia d’inaugurazione avvenne il 29 aprile 1833. Essa ebbe alcuni primati: fu la prima università europea fondata da uno Stato democratico e non dalla chiesa o da un’autorità monarchica, fu la prima d’area germanofona in cui si laureò una donna Nadežda Prokof’evna Suslova (Povorinskij, Russia Centrale, allora Impero Austroungarico oggi Russia, 13 settembre 1843 - Alušta, Crimea, allora Russia oggi Ucraina, 20 aprile 1918) che fu anche la prima russa a diventare medico, fu la prima a creare una clinica psichiatrica autonoma, anche se collegata all’università, appunto il Burghölzli. Esso venne istituito, dopo alcuni decenni dalla nascita dell’Università, dal suo Consiglio d’amministrazione a causa dell’aumentare della frequenza dei Disturbi Psicopatologici. La fondazione di tale clinica fu fortemente sostenuta dal Professore di Medicina Interna, lo psichiatra Wilhelm Griesinger (Stoccarda, Baden-Württemberg, allora Regno di Württemberg oggi Germania, 9 Luglio 1817 - Berlino, 26 Ottobre 1868). Nel 1870 si inaugurò l’apertura del Burghölzli il cui primo Direttore fu Bernhard Von Gudden (Kleve, Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania, 7 Giugno 1824 - Berg, Baviera, Germania, 13 Giugno 1886) che non riuscendo a dare slancio alla clinica si dimetteva nel 1872. Nel 1873 gli successe Gustav Huguenin (Krauchthal, Canton Berna, Svizzera, 17 luglio 1840 - Zurigo, 6 Febbraio 1920) che aveva vaste competenze mediche ma scarse di psichiatria per cui anche egli decise di andarsene dopo pochi anni. Il terzo Direttore fu Julius Eduard Hitzig (Berlino, 6 Febbraio 1838 - St. Blasien, Impero Austroungarico, 20 Agosto 1907), che assunse la carica nel 1875; egli, pur essendo psichiatra, s’interessava maggiormente di neurofisiologia e di ricerca che di clinica per cui egli andò vi dopo breve tempo. Il primo a dare quel grande impulso al Burghölzli, che ne fece allora e lo rese tuttora uno dei centri più avanzati per le neuroscienze, fu Auguste Henry Forel. Forel, subito dopo aver assunto la direzione del Burghölzli nel 1879, arricchì le tipologie di trattamento dei pazienti con l’ipnoterapia e la terapia occupazionale, nel 1883 aprì la sezione femminile e dal 1896 proibì l’uso delle camicie di forza; si avvicinò alla psicoanalisi anche se iniziò a non condividerne più le idee dal momento dell’uscita dello scritto di Freud "L’interpretazione dei sogni" del 1899 fino a divenirne un oppositore. Nel 1898 gli successe come Direttore della clinica Bleuler che, invece, era entusiasta della dottrina freudiana a tal punto da inserirla nella didattica psichiatrica.

Bleuler, già in contatto dal 1897 con Freud, nel 1907 aveva inoltre fondato il Gesellschaft für Freudsche Forschungen di Zurigo, del quale era anche il Presidente; ad esso aderirono, Carl Gustav Jung, Karl Abraham, Ludwig Binswanger, Edouard Claparède, Hermann Rorschach, Max Eitingon ed altri. In questa associazione si discuteva della teoria freudiana e delle sue applicazioni cliniche, per cui frequentandolo, Van Ophuijsen conobbe ed amò la teoria psicoanalitica. Nel 1910 il Gesellschaft für Freudsche Forschungen cambiava nome in Züricher Gesellschaft Ortsgruppe der International Psychoanalytic Association; a Van Ophuijsen, che ne fu uno dei fondatori, venne assegnata la carica di segretario. Nel 1911 diveniva Presidente Alphonse Maeder, che tale rimaneva fino al suo scioglimento, avvenuto nel 1914, per le le fuoriuscite dal movimento psicoanalitico di Bleuler nel Novembre 1911 e di Jung nel Luglio 1914. Una riorganizzazione del movimento freudiano fu resa difficile dallo scoppio della prima guerra mondiale; infatti, solo dopo la fine della guerra, nel 1919, rinascerà un’organizzazione psicoanalitica in Svizzera, la Schweizerische Gesellschaft für Psychoanalyse, tuttora attiva. Essa fu fondata a Zurigo  il 24 Marzo 1919, alle ore 20,00, nello studio di Gisonne Brüstlein in Müller, sito al n° 102 della Bahnhoffstrasse; i soci fondatori erano tredici e precisamente la medesima Gisonne Brüstlein in Müller, Ludwig Binswanger, Ernst Blum, Raymond de Saussure, Emma Fürst, Mira Gincburg in Oberholzer, Arthur Kielholz, Ernst Neuenhofer, Oskar Pfister, Emil Oberholzer che fu eletto Presidente, Hermann Rorschach che fu eletto Vicepresidente, Philippe Sarasin, Hans Zulliger mentre come ospiti c’erano Otto Rank, Ernst Jones e Hanns Sachs, che si fermò a Zurigo per un anno per svolgere le funzioni di analista didatta e nel 1920 si trasferì a Berlino per far parte dello staff didattico del nascente Berliner Psychoanalytisches Institut. Nel tempo altri illustri pensatori si unirono al gruppo quali Èdouard Claparède nel Settembre 1919 e Jean Piaget nel 1920. Il primo Presidente fu Emil Oberholzer che mantenne tale carica fino alle sue dimissioni avvenute nel 1927; gli successe Philippe Sarrasin che detenne tale incarico per più di 30 anni, fino al 1961. Oberholzer si dimise in seguito al conflitto scoppiato con la maggior parte degli analisti svizzeri perché non egli non intendeva accettare l’ammissione ai training formativi di candidati laici, contrariamente alle indicazioni di Freud. Lasciata la Schweizerische Gesellschaft für Psychoanalyse, Oberholzer il 12 Dicembre 1927 fondò la Schweizerische Ärztegesellschaft für Psychoanalyse, della quale fu Presidente fino allo scioglimento che avvenne nel 1938 sia perché egli, che ne era l’esponente più rappresentativo  decise di trasferirsi a New York in quanto sua moglie era ebrea ed egli temeva la crescente influenza dei nazisti in Europa sia perché questa società non aveva ottenuto il riconoscimento da parte dell’International Psychoanalytical Association, in sigla IPA. Nel 1949, dal 15 al 17 Luglio, ebbe luogo il 16° congresso dell’IPA, il primo postbellico, tenutosi proprio a Zurigo che passò alla storia per la polemica interna alla Deutsche Psychoanalytische Vereneigung fra i neoanalisti seguaci di Harald Schultz-Hencke e gli psicoanalisti di fede abrahamian-freudiana seguaci di Carl Müller-Braunschweig. Nel 1951 nacque, all’interno della Schweizerische Gesellschaft für Psychoanalyse, ad opera di tre analisti Fritz Morgenthaler, Paul Parin e Goldy Parin-Matthey, il Kränzli, un gruppo che si riuniva, come la storica Mittwoch Gesellschaft, ogni mercoledi sera, nel quale si svolgevano discussioni di temi psicoanalitici e senza Presidente venendo designato un leader diverso ad ogni incontro tenuto. Nel 1958 nacquero i primi due centri di formazione a Zurigo, uno era il Zürich Psychoanalytische Institut che nel 1987 venne rinominato Freud Institut Zürich, che seguiva il classico modello didattico tripartito che era stato istituito dal 1920 al Berliner Psychoanalytisches Institut, e l’altro fu un’evoluzione del Kränzli che assunse il nome di Psychoanalytische Seminar Zürich che era concepito con attività serali post-lavorative quali corsi, gruppi di studio, colloqui, conferenze e conferenze, senza una selezione preliminare dei candidati alla formazione, con lo svolgimento dell’analisi didattica al termine della formazione; altri centri di formazione, tutti col modello tripartito nacquero a Basilea, Berna, Losanna, Ginevra e Lugano. Nel 1968 lo Psychoanalytische Seminar Zürich, seguendo i moti ribellistici tipici di quell’anno, decise di darsi un governo collettivo cogestito anche con gli studenti; ciò porto ad un conflitto con la Schweizerische Gesellschaft für Psychoanalyse che nel 1977 lo depennò dall’elenco dei propri centri di formazione autorizzati per cui divenne un gruppo psicoanalitico autonomo, non collegato all’IPA e tuttora esistente.

Tornando a Van Ophuijsen, egli, seguendo i consigli di Freud, sempre nel 1909, si recò al Burghölzli per perfezionare i suoi studi e qui avviò gli studi di psichiatria sotto Eugen Bleuler ed iniziò un’analisi didattica con Carl Gustav Jung. L’anno dopo iniziò ad esercitare a Zurigo come psicoanalista in supervisione.

Il 30 ed il 31 Marzo 1910 Van Ophuijsen partecipò al secondo convegno internazionale del movimento psicoanalitico, nel quale nacque l’IPA e che si tenne al Grand Hotel Nuremberg (Norimberga, Baviera). In tale convegno l’aspetto più importante, ed al tempo stesso più problematico, sarebbe stato la nomina del primo Presidente dell’IPA; non era un mistero per nessuno che Freud avrebbe voluto che Jung assumesse tale carica per tre ottime ragioni che avrebbero permesso alla psicoanalisi di decollare più facilmente, infatti egli era svizzero, protestante e proveniente dal mondo accademico laddove la maggioranza erano austriaci, ebrei e liberi professionisti. Il pensiero di Freud, tuttavia, non era condiviso da tutte le fazioni presenti al Convegno erano d’accordo. I laici (cioè i non medici) viennesi e tutti gli analisti inglesi, ungheresi, statunitensi, tedeschi capeggiati rispettivamente da Hanns Sachs, Ernst Jones, Sandor Ferenczi, Abraham Arden Brill, Karl Abraham, pur avendo ampie riserve su Jung, avrebbero accettato quello che proponeva Freud, i medici viennesi avrebbero voluto i loro leader Alfred Adler e Wilhelm Stekel rispettivamente come Presidente e Vicepresidente, parte degli svizzeri avrebbero voluto come Presidente Bleuler e parte Jung. Freud chiese di proporre Jung come Presidente a vita prima ad Abraham che rifiutò di farlo e poi a Ferenczi che invece accettò. Naturalmente esplose un grosso conflitto al quale si trovò una situazione di compromesso che sarebbe durata fino al prossimo congresso che sarebbe stato comunque a breve e la cui logica era quella di verificare se il nuovo Direttorio avrebbe avuto successo per le ragioni  sostenute da Freud o meno; la soluzione trovata prevedeva Jung Presidente dell’IPA, Adler secondo Presidente della Wiener Psychoanalytische Vereinigung al posto di Freud, Stekel alla Direzione del Zentralblatt fur Psychoanalyse, istituenda rivista ufficiale dell’IPA, Bleuler Presidente del nascente Psychoanalytische Ortsgruppe der Internationalen Psychoanalytischen Vereinigung.

Il terzo congresso dell’IPA si tenne all’Hotel Erbprinz di Weimar (Turingia, Germania) il 21 ed il 22 Settembre 1911. Durante tale congresso Freud evidenziò il grande sviluppo internazionale del movimento psicoanalitico adducendolo alla Presidenza di Jung mentre Bleuler, Stekel e Adler ritenevano che il successo era dovuto alla psicoanalisi in se e non a Jung, che comunque risultò votato dalla stragrande maggioranza dei presenti, Van Ophuijsen compreso. Le conseguenze di tale situazione presto si fecero sentire pesantemente.

L’11 Ottobre 1911 Adler si dimise da Presidente e Socio della Wiener Psychoanalytische Vereinigung e dell’IPA ed iniziò il suo percorso personale che porterà alla nascita della Psicologia Individuale. Freud venne rieletto al suo posto divenendo il terzo Presidente della Wiener Psychoanalytische Vereinigung, carica che manterrà fino al suo scioglimento da parte dei nazisti nel 1938, anno peraltro in cui egli andrà in esilio in Inghilterra con la sua famiglia per evitare le persecuzioni razziali.

Verso la fine del 1911 Jung, sentendosi in una posizione di forza visto il numero di preferenze ricevute a Weimar e non considerando che molti l’avevano votato su indicazione di Freud, pensò che fosse venuto il momento di far virare il movimento psicoanalitico sulle sue idee. Convocati i suoi allievi, tra i quali Van Ophuijsen, li mise al corrente della sua intenzione di rimodulare il concetto di Libido, che egli intendeva come energia psichica generale della pulsione vitale e non come energia specificamente sessuale come era nelle visioni freudiane. Jung espose tali concetti anche a Freud, nella lettera del 14 Novembre 1911, che non ne fu molto soddisfatto. A seguito di tali fatti, Van Ophuijsen, anche lui poco convinto delle tesi junghiane, iniziò ad allontanarsi da Jung essendosi reso conto che questi stava iniziando ad allontanarsi da Freud. 

Nel Novembre 1911 Bleuler abbandonò sia l’IPA sia l’Ortsgruppe Zürich der Internationalen Psychoanalytischen Vereinigung della quale peraltro, nonostante i patti del Convegno di Salisburgo, non aveva accettato la Presidenza; da questo momento Bleuler assunse un atteggiamento sempre più critico verso la psicoanalisi, assumendo posizioni indefinite, in parte organiciste in parte genericamente psicodinamiche. Nel 1913 lasciò la Codirezione dello Jahrbuch für Psychoanalytische und Psychopathologische Forschungen, rivista psicoanalitica la cui uscita fu decisa al 1 Convegno Internazionale di Psicoanalisi tenutosi a Salisburgo nel 1908 e nella quale saranno pubblicati gli articoli più significativi nel settore psicoanalitico. Bleuler e Freud erano stati i primi Direttori di questa rivista con Jung Vicedirettore ed avevano fatto uscire i primi 4 numeri. Dopo l’uscita del numero 5 di tale rivista nell’Ottobre del 1914, che vedeva come Direttore unico Freud e Jung Vicedirettore, quest’ultimo si dimise da tale incarico. Freud, sempre Direttore, scelse come Vicedirettori Eduard Hitschmann e Karl Abraham; questo nuovo assetto direzionale pubblicò il 6 volume che vendette pochissime copie a causa della guerra per cui l’Editore Franz Deuticke di Vienna (Vienna, Austria; la casa editrice ebbe questo nome dal 1886 mentre precedentemente dalla fondazione nel 1878 si chiamava Töplitz & Deuticke) decise di terminare le pubblicazioni. Riprese ad essere stampato nel 1945 col nome, che mantiene tuttora, di Yearbook of Psychoanalysis con la Direzione di Sandor Lorand per i tipi dell’International Universities Press di Madison (Wisconsin, USA)

Nel Novembre 1912, Stekel, pur dimettendosi sia dalla Wiener Psychoanalytische Vereneigung che dall’IPA, rifiutò di lasciare la Direzione del Zentralblatt fur Psychoanalyse; Freud allora istituì nel 1913 una nuova rivista ufficiale per l’IPA, l’Internationaler Zeitscrift fur Ärztliche Psychoanalyse per cui lo Zentralblatt fur Psychoanalyse chiudeva l’anno dopo. Stekel andrà avanti per la sua strada fondando una nuovo filone di pensiero che chiamò Psicoanalisi Attiva, che oggi è solo un ricordo storico. Sigmund Freud sarà il primo Direttore dell’Internationaler Zeitscrift fur Ärztliche Psychoanalyse. Questo giornale verrà rinominato una prima volta nel 1920 Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse ed una seconda volta nel 1939 Internationale Zeitschrift für Psychoanalyse und Imago, in seguito alla fusione con la rivista Imago. Nel 1940, Anna Freud succedendo al padre deceduto l’anno precedente, diverrà il secondo Direttore. Nel 1941 le pubblicazioni cesseranno. La periodicità fu bimestrale dalla nascita fino al 1915, irregolare dal 1916 al 1919, trimestrale dal 1920 al 1937; nel 1938 non ne uscì alcun numero e dal 1939 alla fine delle pubblicazioni nuovamente trimestrale.

Ancora nello stesso anno, quelli che sembravano all’inizio divergenze di vedute minimali tra Freud e Jung, assunsero dimensioni sempre più evidenti, come Van Ophuijsen aveva previsto, specialmente in relazione alla centralità del complesso edipico nella teoria freudiana, a tal punto da mettere in agitazione gli stati maggiori del movimento psicoanalitico. Si decise perciò di organizzare un incontro che si tenne il 24 Novembre 1912 a Monaco (Baviera) il cui scopo ufficiale era quello di per preparare i lavori del IV Convegno dell’IPA mentre in realtà il vero fine era quello di tentare di appianare le divergenze di vedute tra Freud e Jung. Freud si recò a tale incontro con i suoi più fidi seguaci, Karl Abraham ed Ernst Jones, mentre Jung scelse Franz Riklin, che era anche suo cugino acquisito, ed Alphonse Maeder; quest’ultimo all’ultimo momento ebbe un impedimento per cui al suo posto Jung indicò proprio Van Ophuijsen, anche se non in modo convinto perchè quest’ultimo, benchè fosse un suo analizzato ed allievo, più di una volta aveva esposto le proprie perplessità sulle sue idee. A tale incontro partecipò inoltre Leonhard Seif, uno psicoanalista di Monaco, che successivamente abbandonerà la psicoanalisi per aderire alla psicologia individuale e che sarà l’analista di Matthias Heinrich Göring, cugino del gerarca tedesco Hermann Göring (Rosenheim, Baviera, 12 gennaio 1893 - Norimberga, 15 ottobre 1946) e futuro leader della psicoterapia nazista. Le posizioni assunte da Jung erano ormai molto distanti da quelle di Freud per cui non si addivenne ad alcun accordo e ognuno continuò a percorrere la propria strada in modo autonomo. L’apparente divergenza dottrinale di Jung in realtà era dovuta in realtà proprio a ciò che egli rinnegava, ovverossia un complesso edipico non risolto nei confronti di Freud; al momento in cui conobbe Freud, Jung era uno dei tanti docenti universitari dell’epoca e solo la valorizzazione compiuta da Freud nei suoi confronti e l’averlo indicato come Presidente dell’International Psychoanalytical Association l’avevano reso noto. Ben presto però Jung si rese conto che la notorietà non poteva bastare a diventare un capo riconosciuto perché di fatto gli mancava la profonda capacità metapsicologica di Freud. Queste considerazioni lo portarono a contrastare Freud e a vivere inconsciamente un complesso edipico nei suoi confronti mentre consapevolmente ne negava l’importanza; questo complesso edipico fu esteso anche ad Abraham vissuto come il rivale/fratello modello e quindi preferito. Per uccidere il Padre, e quindi indirettamente anche il Fratello, non usò mezzi fisici come aveva fatto Edipo, ma scelse la strada di distruggerne l’opera ed il miglior modo di farlo era quello di rendere nulla l’importanza della sessualità infantile in generale e del complesso edipico in particolare. Da quel momento iniziò ad elaborare teorie più o meno astruse, non condivise da nessuno degli altri analisti di calibro né dell’epoca né successivi e nemmeno da gran parte di quelli che erano stati suoi allievi.

Il 7 e l’8 Settembre 1913 al Bayerische Hof, un lussuoso albergo di Monaco si tenne il IV Convegno dell’International Psychoanalytical Association; durante il suo svolgimento, Jung, contro il parere di Freud, tenne una relazione sui "Tipi Psicologici", i quali diverranno poi elementi costituenti della sua teoria della personalità; tale concetto, assolutamente estraneo ai temi della psicoanalisi, sancì la rottura definitiva tra i due grandi pensatori che dopo questo convegno non si parlarono mai più di persona. Jung tentò così di imporre la sua linea all’IPA contro la leadership freudiana; avendo ottenuto la rielezione a Presidente, pensò in un primo momento di averla spuntata per poi rendersi conto che la sua rielezione era stata dovuta più ad una mancata indicazione di un nome alternativo da parte di Freud al riguardo che per convinta adesione della stragrande maggioranza degli analisti, Van Ophuijsen compreso, alle sue teorie.

Subito dopo la fine di questo Convegno, Van Ophuijsen, avendo ormai ultimato gli studi di psichiatria nonchè l’analisi didattica e considerando che a Zurigo, dopo le dimissioni di Bleuler dall’IPA e la fine del rapporto tra Freud e Jung, il movimento psicoanalitico era diventato praticamente inconsistente, decise di tornare in patria; qui iniziò a frequentare i pionieri della psicoanalisi olandese quali Gerbrandus Jelgersma, i fratelli Johan ed August Stärcke, Jan Egbert Gustaaf Van Emden, aprì uno studio psicoanalitico privato all’Aja e fu assunto come ricercatore presso la cattedra di psichiatria della Rijksuniversiteit Leiden. Lo sviluppo delle psicoanalisi in Olanda ebbe uno straordinario sviluppo a seguito del discorso dal titolo "Ongeweten geestesleven" (traducibile in Vita psichica inconscia) che Jelgersma, professionista rinomato e di grande prestigio in tutto l’Olanda, pronunciò il 9 Febbraio 1914 in occasione del 339° anniversario della Rijksuniversiteit Leiden, presso la quale egli era Rettore nonchè Professore Ordinario di Psichiatria; in tale discorso presentò la psicoanalisi, ed il proprio impegno intellettuale in essa, in termini così appassionanti da affascinare ed interessare la maggioranza dei presenti. Molti dei successivi psicoanalisti olandesi, infatti, erano stati presenti a quel discorso.

Nel Luglio 1914 Jung, vista l’ostilità manifesta della stragrande maggioranza degli analisti nei suoi confronti ed il tramonto della sua idea di asservire l’IPA alle sue posizioni, si dimise sia dalla carica di Presidente e Socio dell’International Psychoanalytical Association sia dalla qualifica di Socio dell’Ortsgruppe Zürich der Internationalen Psychoanalytischen Vereinigung che nello stesso anno si sciolse. Iniziò quindi a contattare i suoi allievi per creare un proprio gruppo, ricevendo perlopiù rifiuti; tra coloro che furono contattati vi fu anche Van Ophuijsen che rifiutò l’invito nettamente, nonostante fosse stato un suo analizzato, in quanto egli considerava inaccettabile la negazione dell’influenza della sessualità nell’evoluzione della personalità nel periodo infantile, come teorizzato da Jung, che peraltro considerava essere un traditore nei confronti di Freud.

Il 28 Agosto 1915 Van Ophuijsen contraeva all’Aja il secondo matrimonio con Antje van Mastrigt (casalinga; Leiden, 15 Marzo 1890 - L’Aja, 22 Agosto 1985), in precedenza fidanzata con uno dei figli di Freud, precisamente Jean-Martin (avvocato; Vienna, 7 Dicembre 1889 - Hove, Sussex, Inghilterra, 25 Aprile 1967). Non ebbero figli e divorziarono il 29 Giugno 1934 all’Aja.
Il 24 marzo 1917 in casa dello psichiatra Arie van der Chijs, sita al n. 117 di Van Breestraat ad Amsterdam, nacque la Nederlandse Vereniging voor Psychoanalyse. I tredici Soci fondatori provenivano da diverse parti dell’Olanda: residenti ad Amsterdam erano Klaas Herman Bouman, Johann Stärcke, Arie Van Der Chijs (Segretario e Tesoriere), Johannes Hermanus Van Der Hoop, Albert Willem Van Renterghem (Presidente), provenivano dall’Aja, oltre Van Ophuijsen, Adolf Fredrik Meijer e Jan Egbert Gustaaf Van Emden, da Leiden Gerbrandus Jelgersma, da Den Dolder Willem Hendrik Cox e August Stärcke, da Haarlem Fred Muller e da Hilversum B. J. P. Van Der Linde.
Tra il 6 e l’11 Settembre del 1920, Van Ophuijsen organizzò il 6 Convegno dell’IPA, il primo dopo la fine della prima guerra mondiale, presso la sala Luigi XV della "Pulchri Studio", una società d’Arte con annessa Scuola Artistica, sita all’Aja, città che fu prescelta per la neutralità dell’Olanda durante tale conflitto. La nota saliente fu la presenza per la prima volta in un convegno degli esponenti di punta della psicoanalisi infantile dell’epoca fra i quali Hermine von Hug-Hellmuth, Eugénie Sokolnicka, Melanie Klein, Anna Freud. Questo fu un convegno relativamente tranquillo, anche se tra le righe si iniziava ad intravedere la presenza di due visioni della psicoanalisi infantile, quella della Klein e quella della Freud che nei due decenni successivi si scontreranno pesantemente infiammando il mondo psicoanalitico in generale e la British Psychoanalytical Society in particolare, quando entrambe si troveranno a vivere a Londra; la Klein vi si recherà nel 1926 su invito di Ernst Jones, provenendo da Berlino dove predominavano le idee della Freud, la quale vi giungerà, col padre Sigmund, nel 1938 provenendo da Vienna per sfuggire alle persecuzioni razziali naziste.
Sentendo incompleta e deviata la propria formazione in quanto marchiata con timbro junghiano, Van Ophuijsen decise di completarla e ripulirla iscrivendosi al Berliner Psychoanalytische Institut (Berlino, Berlino, Germania); qui seguì i corsi teorici per sei mesi a cavallo tra il 1922 ed il 1923 e fece una seconda analisi didattica che avrebbe dovuto avere una valenza dichiaratamente freudiana, per cui scelse come analista didatta Karl Abraham, uno dei più fidi allievi di Freud. Mentre veniva analizzato da Karl Abraham, analizzò sua figlia Hilda Clara Abraham che soffriva di Disturbi dell’Attenzione e che successivamente diverrà psicoanalista anch’ella, proprio in seguito al carisma emanato da Van Ophuijsen.

Entrato nel nucleo dei fedelissimi freudiani, nel 1927, e fino al 1934, fu Tesoriere dell’IPA e nel 1928 divenne il terzo Presidente della Nederlandse Vereniging voor Psychoanalyse, succedendo a Jan Egbert Gustaaf van Emden. Nel 1930 fece nascere all’Aja il Nederlands Psychoanalytisch Instituut, che aveva un modello tripartito d’istruzione psicoanalitica, ripreso da quello di Berlino dove si era formato, cioè basato su corsi teorici, sull’analisi didattica e sulla supervisione analitica; seguendo le indicazioni di Freud, decise di ammettere alla formazione analitica presso tale istituto anche candidati laici; tale decisione lo portò ad un primo conflitto con la maggioranza degli altri analisti, avversi sia alle candidature laiche che ad un’istruzione analitica così dettagliata in quanto la maggioranza non aveva mai fatto analisi  personale nè didattica e non aveva mai studiato le teorie freudiane in modo approfondito. Nel 1932 fu inserito in un comitato assieme a Marie Bonaparte, Abraham Arden Brill, Ernst Jones, Clarence Paul Oberndorf, René Arpad Spitz, Philipp Sarasin con l’incarico di salvare la Casa Editrice di Freud dalla sua quinta  crisi economica (le altre erano state nel 1920, nel 1925, nel 1927, nel 1929), l’Internationaler Psychoanalytischer Verlag di Vienna (Vienna, Austria); per tale motivo chiese agli analisti olandesi un contributo economico al riguardo, ricevendone un netto rifiuto in quanto ancora permaneva in essi una certa malcelata ostilità per i fatti legati alla tipologia di formazione analitica voluta da Abraham. A dare i fondi necessari furono la New York Psychoanalytic Society, la British Psychoanalytical Society e contributi personali di Abraham Arden Brill e di Edith Banfield Jackson; Van Ophuijsen aggiunse quello che poteva, non essendo ricco, cosa dovuta, secondo i suoi biografi non certo a scarsità di clientela quanto piuttosto ad una certa propensione al gioco d’azzardo. I precari equilibri all’interno della Nederlandse Vereniging voor Psychoanalyse furono definitivamente sconvolti quando nella primavera del 1933 arrivarono in Olanda, su invito di Van Ophuijsen, quattro analisti ebrei, di stretta osservanza freudiana e di chiara fama internazionale, in fuga dalla Germania nazista: August Watermann, Karl Landauer, Max Levy-Suhl, Theodor Reik. Van Ophuijsen avrebbe voluto immediatamente integrarli tra i docenti e gli analisti didatti del Nederlands Psychoanalytisch Instituut in considerazione della loro grande professionalità ed esperienza in campo analitico, contro il parere di Ernst Jones, che, dopo la morte precoce di Karl Abraham avvenuta nel 1925 ed in considerazione della gravità delle condizioni cliniche di Freud che morirà 6 anni dopo, si trovava di fatto a reggere il movimento psicoanalitico internazionale. Jones aveva intuito che la maggior parte degli analisti olandesi sarebbe stata timorosa di essere messa in ombra da analisti così preparati e famosi e temeva una scissione, che avrebbe indebolito il movimento psicoanalitico in Olanda proprio in un momento in cui i nazisti lo avevano messo in seria difficoltà in quasi tutto il resto dell’Europa. Il pensiero di Jones si rivelò profetico: gli analisti olandesi, in maggioranza, sotto la guida di Antonie Johannes Westermann-Holstijn, in passato analizzato proprio da Van Ophuijsen, rifiutò di accettare i quattro profughi nei ranghi della loro società. A questo punto Van Ophuijsen, indignato, si dimise sia da Presidente che da Socio dalla Nederlandse Vereniging voor Psychoanalyse, seguito dalla maggior parte dei suoi allievi e dagli analisti che erano d’accordo con le sue idee, avendo cura di chiudere l’Istituto che aveva fondato per non lasciarlo ai suoi antagonisti; l’attuale Nederlands Psychoanalytisch Instituut, infatti, ha in comune con quello precedente solo il nome, essendo nato nel 1940 ad Amsterdam.

Nell’inverno del 1933 Van Ophuijsen, assieme ai quattro analisti espatriati dalla Germania, ai suoi allievi quali Friedrich Salomon Perls (detto Fritz, futuro pioniere della Terapia della Gestalt), ai Colleghi dimissionari con lui dalla Nederlandse Vereniging voor Psychoanalyse, del calibro di Jan Egbert Gustaaf van Emden, Maurits Katan e August Stärcke, fece nascere la Veregining voor Psychoanalytici in Nederlands, prontamente riconosciuta dall’International Psychoanalytical Association, della quale fu eletto Presidente.

Il 19 Luglio 1934 sposava all’Aja Annette Cornelia Jacoba Van Schinkel (10 Marzo 1901, Baarn, Utrecht, Olanda, 16 Dicembre 1899 - New York, 9 Aprile 1941). Non ebbero figli.

Nel 1934 pervenne all’International Psychoanalytical Association l’ennesima richiesta di apertura di una sezione in Sudafrica da parte del leader locale della psicoanalisi, Wulf Sachs; Sachs, arrivato in questo paese con un training pavloviano nel 1922, si era convertito alla psicoanalisi diplomandosi al Berliner Psychoanalytische Institut nel 1929. Egli aveva fatto numerose richieste per poter aprire una filiale ma erano state tutte respinte perchè non c’era in Sudafrica nessun analista didatta. Jones, le cui intenzioni erano quelle di riunificare le due società olandesi e sapendo bene che ciò sarebbe stato impossibile in presenza di Van Ophuijsen, gli chiese se volesse assumersi l’incarico di organizzare in Sudafrica una sede psicoanalitica; Van Ophuijsen accettò di buon grado, inorgoglito dall’idea di far nascere una nuova sede, per cui in quello stesso anno si recò a Johannesburg (Gauteng, Sudafrica), pur mantenendo la presidenza della Nederlandse Vereniging voor Psychoanalyse. Dall’Olanda partirono con Van Ophuijsen altri due analisti, che completarono il loro training a Johannesburg, Fritz Perls e sua moglie Lore Posner in Perls.

Nel 1935, grazie all’apporto di Van Ophuijsen, nascevano la South African Psychoanalytical Society ed il South African Psychoanalytical Institute. I Soci Fondatori erano Clarissa Bernstein (Segretaria), Anne Hayman, Max Joffee, Eric Levine, Esmond Gaynor Lewis, Lore Posner in Perls, Sadie Mervis, Louis Miller, Fritz Perls, Joan Phillips, Ismond Rosen, Wulf Sachs (Presidente), Bill Saffrey, Saul Udwin, Johan Van Ophuijsen. Nel 1936 Wulf Sachs ottenne la qualificazione ad analista didatta presso la British Psychoanalytical Society e rientrò in patria; quasi in contemporanea Van Ophuijsen si trasferì a New York, in quanto la sua presenza in Sudafrica, essendoci un altro analista didatta, non era più necessaria, Sachs rimase Presidente della South African Psychoanalytical Society fino al 1949, anno in cui morì ed in cui essa si scioglieva, a causa dell’istituzione, avvenuta l’anno prima, in Sudafrica dell’Apartheid con l’ovvia conseguenza dell’impossibilità da parte dell’IPA di mantenere una filiale in una nazione in cui venisse attuata una politica razziale. Da allora e per i successivi sei decenni, la cultura, la formazione e la pratica psicoanalitica furono assenti in Sudafrica. I sudafricani che volevano diventare psicoanalisti, infatti, dovevano recarsi all’estero; in maggioranza essi, per affinità di lingua, si formavano, in Inghilterra dove poi si fermavano per esercitare senza più tornare in patria. Nel 1994 le leggi razziali vennero abolite in Sudafrica e sulla scia di questa novità un gruppo di psicoanalisti espatriati a Londra costituì il South African Psychoanalysis Trust con lo scopo di creare i presupposti per un ritorno ufficiale della psicoanalisi in Sud Africa. Tale organismo fece un significativo lavoro di base, organizzando ben due conferenze internazionali in Sud Africa. La prima conferenza fu tenuta nel 1997; durante il suo svolgimento David Sachs (Presidente della Commissione per la valutazione dell’accoglimento delle domande dei gruppi che volevano affiliarsi all’IPA e figlio del pioniere della psicoanalisi in Sudafrica) annunciò che l’IPA aveva deciso di accettare come candidati individuali coloro che lavoravano in nazioni in cui il normale sviluppo della psicoanalisi non era stato possibile e che avessero avuto una formazione presso Istituti Psicoanalitici riconosciuti col metodo tripartito. La seconda conferenza avvenne nel 2002 nelle quale fu comunicato il nulla osta dell’IPA alla costituzione di un Gruppo di Studio Ufficiale locale a patto che vi fossero almeno 4 psicoanalisti attivi e residenti in Sudafrica. Nello stesso anno con l’arrivo dei coniugi Mark Solms e Karen Kaplan in Solms e il sostegno di altri psicoanalisti formatisi all’estero ma rientrati in patria come Katherine Aubertin nel 2003 il South African Psychoanalysis Trust si scioglieva con la nascita del Gruppo di studio Ufficiale dell’IPA che iniziava ad avviare i primi seminari teorici a Johannesburg. Nel 2005 venne avviato un ciclo di seminari anche a Città del Capo (Capo Occidentale, Sudafrica). Nel Febbraio 2006 i due seminari si sono federati per formare un’unica organizzazione nazionale che venne chiamata South African Psychoanalytical Initiative, il cui obiettivo era lo stesso dei seminari dai quali era nato, ossia la formazione di una filiale IPA riconosciuta in Sudafrica ma le cui dimensioni e quindi il suo peso numerico erano ovviamente maggiori delle singole parti costituenti. Nel 2009 nacque la South African Psychoanalytical Association, con compiti di rappresentanza ufficiale mentre al South African Psychoanalytical Initiative veniva affidata tutta la formazione tripartita. Per affiancare i coniugi Solms si trasferivano intanto nel 2011 in Sudafrica due analisti didatti quali cioè Barnaby Barratt dal Michigan e Alan Levy dall’Inghilterra; quest’ultimo poteva rientrare in Inghilterra nel 2015, anno in cui due native sudafricane formatesi a Londra rientravano in patria dopo aver ottenuto la qualificazione ad analista didatta. A tutt’oggi nell’IPA non vi sono associazioni sudafricane a pieno titolo ma un solo gruppo di studio, la South African Psychoanalytical Association. Il 22 Novembre 2009 nasceva a Johannesburg la South African Psychoanalytic Confederation, un ente a caratura internazionale con l’obiettivo di fungere da raccordo e coordinamento per tutti i gruppi e circoli a stampo psicoanalitico, anche al di fuori dell’IPA in qualunque parte del mondo si trovino.

Nel 1936 Van Ophuijsen decise di lasciare il Sudafrica visto che Wulf Sachs aveva ottenuto la qualificazione ad analista didatta; ciò poneva un problema in quanto un suo ritorno in patria avrebbe compromesso gli sforzi di Jones per riunificare le due società olandesi di psicoanalisi. Per supportare Jones nei suoi sforzi, Anna Freud nel 1936 rimandò in patria Maurits Katan, che in contemporanea con la partenza di Van Ophuijsen per il Sudafrica si era trasferito a Vienna per fare con lei un’analisi didattica, e la sua fidanzata Anna Rosenberg-Angel, analista anch’ella, sua intima amica e figlia di Ludwig Rosenberg, pediatra ed intimo amico di Sigmund Freud facente parte del gruppo dei tarotfreunde (Pápa, Veszprém, allora Impero Austroungarico, oggi Ungheria, 6 Giugno 1862 - ?, 1 Aprile 1928). I tarotfreunde si riunivano il sabato pomeriggio a casa del Prof. Leopold Königstein (docente universitario di oculistica alla Universität Wien; Bzenec, Moravia Meridionale, allora Impero Austroungarico, oggi Repubblica Ceca, 26 Aprile 1850 - Vienna, 2 Gennaio 1924); oltre Freud, Rosenberg e Königstein il gruppo comprendeva i due fratelli Rie, peraltro cognati di Rosenberg, Oskar, analista anch’egli, e Alfred (avvocato; Vienna, 22 Marzo 1862 - Vienna, 30 ottobre 1932; morì in un incidente stradale). Maurits e la fidanzata, subito dopo l’arrivo in Olanda, vennero accettati nella Nederlandse Vereniging voor Psychoanalyse; essi, compiendo un lavoro altamente diplomatico, riuscirono a spostare gli equilibri della società in favore delle proposte di Jones, cosa che permise di trovare un accordo che ebbe esiti soddisfacenti per le varie parti. Il primo esito fu che Van Ophuijsen si dimise da Presidente e Socio della Veregining voor Psychoanalytici in Nederlands diventando Vicepresidente dell’IPA, carica che mantenne fino al 1938, ed ottenendo la qualifica di docente ed analista didatta presso la New York Psychoanalytic Society, sede molto ambita perchè in essa si erano insediati gli analisti più prestigiosi in fuga dal vecchio continente fra i quali Fritz Wittels, Heinz Hartmann, Paul Federn; il secondo esito fu che la Veregining voor Psychoanalytici in Nederlands si sciolse ed i suoi membri, compresi gli ex-profughi dalla Germania poterono confluire nella Nederlandse Vereniging voor Psychoanalyse, mantenendo le proprie qualifiche.

Van Ophuijsen, giunto a New York, aprì uno studio presso la 62nd Street, al n° 15 Est, dove peraltro abitava anche e dove fondò il Van Ophuijsen Center, una struttura sanitaria ambulatoriale di psichiatria e psicoanalisi. Poco dopo il suo arrivo fu nominato Direttore del Servizio di Psichiatria della Jewish Board of Guardians, un’organizzazione no-profit operante nel Settore dei Servizi Sociosanitari; mantenne tale carica fino alla morte. La Jewish Board of Guardians aveva una storia antica, essendo nata nel 1874 grazie alla fusione di due preesistenti organizzazione no-profit una delle quali era la Jewish Prisoner’s Aid Society, che operava nel settore dell’assistenza ai detenuti ebrei ed alle loro famiglie, e l’altra era la United Hebrew Charities, che prestava assistenza alle famiglie ebree povere. La sua nomina fu sponsorizzata da Freud che lo considerava uno dei suoi seguaci più fedeli. Nel 1978 la Jewish Board of Guardians cambiò nome in Jewish Board of Family and Children’s Services. 

Sempre in contemporanea al suo arrivo negli USA fu accolto nella New York Psychoanalytic Association come docente ed analista didatta. La New York Psychoanalytic Association è la più antica società psicoanalitica USA. Essa fu fondata il 12 Febbraio 1911 per iniziativa di Abraham Arden Brill, che fu il primo traduttore delle opere di Freud in inglese. I Soci Fondatori furono: Louis Edward Bisch, Abraham Arden Brill (Presidente), Frederick James Farnell, Horace Westlake Frink (Segretario e Tesoriere), William Creighton Garvin, August Hoch, Morris Jacob Karpas, George Hugues Kirby, Clarence Paul Oberndorf, Bronislaw Onuf  (Vicepresidente), Ernest Marsh Poate, Charles Ricksher, Jacob Rosenbloom, Eduard Wheeler Scripture, Samuel Aaron Tannenbaum. Essa crebbe lentamente all’inizio per la mancanza di strutture didattiche di tipo psicoanalitico negli USA, cosa che obbligava gli aspiranti psicoanalisti a recarsi in Europa a Vienna, Budapest, Berlino o Londra per formarsi. Grazie a questo sforzo compiuto dai primi analisti americani si ebbe nel 1922 un numero sufficiente di analisti per poter far partire i primi seminari formativi nel 1922, anche se per avere una vera e propria formazione analitica ci sarebbero voluti ancora diversi anni. Il 24 Settembre 1931, Abraham Arden Brill, undicesimo Presidente della New York Psychoanalytic Society (dal 1925 al 1936), inaugurò il New York Psychoanalytic Institute il cui modello didattico era quello tripartito classico sulla scia di quello del Berliner Psychoanalytisches Institut ed il cui primo Direttore, Sandor Rado, proveniva dal medesimo istituto. A seguito dell’ascesa dei nazisti in Germania nel 1933 e della loro politica d’espansione che portò all’annessione dell’Austria e di parte della Cecoslovacchia nel 1938, ad  alleanze con l’Italia, con l’Ungheria, con la Romania e con la Bulgaria dal 1939 al 1941 ed infine all’occupazione durante il secondo conflitto mondiale di Polonia, di parte della Russia, della Jugoslavia, della Grecia, della Danimarca, della Norvegia, dell’Olanda, del Belgio, del Lussemburgo, di parte della Francia, le persecuzioni razziali imperversarono in gran parte dell’Europa; ciò causa una fuga di massa degli ebrei e quindi anche della maggioranza degli analisti, spesso di grande spessore scientifico, verso l’Inghilterra o gli USA. Negli USA la meta preferita fu New York per cui il New York Psychoanalytic Institute divenne il centro d’eccellenza di formazione psicoanalitica negli USA. A New York arrivarono, oltre Johannes Van Ophuijsen, anche Heinz Hartmann, Ernst Kris e sua moglie Marianne Rie, Rudolf Loewenstein, Edith Jacobson, Kurt Eissler, Fritz Wittels, Paul Federn e altri ancora; nel 1935 arrivarono a New York, provenienti dalla Chicago Psychoanalytic Society, Karen Horney, sua figlia Marianne Horney ed Erich Fromm. Nella psicoanalisi americana iniziarono a formarsi così due correnti una di tipo ortodosso guidata da Lawrence Schlesinger Kubie e Fritz Wittels alleata con la Psicologia dell’Io guidata da Paul Federn ed Heinz Hartmann e l’altra definita Psicoanalisi Interpersonale guidata da Karen Horney ed Harry Stack Sullivan; col passare del tempo l’approccio dottrinale delle due correnti si diversificò sempre di più in quanto gli analisti interpersonali sostenevano che l’elemento di base non era lo sviluppo psicosessuale del bambino quanto la qualità delle relazioni tra gli individui e ponevano l’accento più sulle fasi pre-edipiche che non sul periodo edipico vero e proprio. Le tensioni che inevitabilmente si appalesano da questa differenze di vedute erano tuttavia tenute a bada dal grande psicoanalista William Alanson White che, pur appartenendo per convinzione alla dottrina interpersonale, non tollerava discussioni dottrinarie ed, essendo molto carismatico, era riuscito nella non facile impresa di mantenere un equilibrio fra le due fazioni; tuttavia, subito dopo la sua morte avvenuta nel 1937, scoppiavano, su più fronti, le Psychoanalytic Wars, alle quali partecipò attivamente anche Van Ophuijsen. I teatri di battaglia furono la Washington-Baltimore Psychoanalytic Association (con sedi sia a Baltimora, Maryland, USA, che a Washington, Columbia, USA), la William White Alanson Psychoanalytical Foundation di New York ed infine la New York Psychoanalytic Society. Nel 1937 la fazione interpersonale guidata da Harry Stack Sullivan prendeva il controllo della William White Alanson Psychoanalytical Association sconfiggendo la fazione ortodossa guidata da Lucille Dooley, che pertanto si dimise con tutti i suoi seguaci; il 10 aprile 1937 Sullivan rinominò la William White Alanson Psychoanalytical Foundation in William Alanson White Psychiatric Foundation, per dare affinità con la Scuola di Specializzazione che era presente al suo interno dal 1936, la Washington School of Psychiatry di cui fu presidente dalla sua fondazione fino al 1947. Nella Washington-Baltimore Psychoanalytic Association la fazione ortodossa guidata da Jenny Waelder-Hall nel 1941 prendeva il controllo sconfiggendo la fazione interpersonale guidata da Frieda Fromm-Reichmann che si dimetteva con tutti i suoi seguaci. Il più importante campo di battaglia, ed anche l’unico in cui venne coinvolto Van Ophuijsen, fu quello dentro la New York Psychoanalytic Society che avvenne in due conflitti successivi. Il primo di questi conflitti fu la lotta degli Psicologi dell’Io guidati da Paul Federn e Heinz Hartmann alleati con gli Ortodossi Freudiani guidati da Fritz Wittels e Lawrence Schlesinger Kubie, peraltro all’epoca tredicesimo Presidente della New York Psychoanalytic Society (dal 1939 al 1940), tra i quali si schierò anche Van Ophuijsen, contro i teorici della Psicologia dell’Adattamento guidati da Sandor Rado ed Abram Kardiner. Rado e Kardiner furono sconfitti e nel Dicembre 1940 pertanto a Rado fu tolta la Direzione del New York Psychoanalytic Institute. Non riuscendo a trovare un accordo con la maggioranza, nel 1944 sia Rado che Kardiner si dimisero dalla New York Psychoanalytic Society durante il mandato del quindicesimo Presidente Leonard Blumgart (dal 1942 al 1945); non era ancora finito il primo scontro in questa società che anche qui si manifestarono i conflitti  già esplosi altrove fra il gruppo degli analisti profughi da Berlino e dei loro alleati tutti appartenenti alla Psicoanalisi Transpersonale e quello degli analisti provenienti da Vienna tutti Analisti Ortodossi, tra i quali ovviamente si schierò Van Ophuijsen, ed i loro alleati perlopiù Psicologi dell’Io; vinse quest’ultimo gruppo per cui nel 1941 Erich Fromm, Karen Horney, Harry Stack Sullivan e Clara Thompson si dimisero dalla New York Psychoanalytic Society durante il mandato del quattordicesimo Presidente Adolph Stern (dal 1940 al 1942). Le Psychoanalytic Wars tuttavia non erano ancora finite: gli psicoanalisti interpersonali fuoriusciti dalla Washington-Baltimore Psychoanalytic Association e dalla New York Psychoanalytic Society avevano fondato, sempre a New York, nel Maggio 1941 l’Association for the Advancement for Psychoanalisys. Nel 1943 in questa Associazione riesplosero i conflitti fra una fazione guidata da Karen Horney ed un’altra guidata da Erich Fromm; ufficialmente i motivi riguardavano l’accesso alla professione per i laici essendo la Horney medico e Fromm sociologo ma in realtà erano strettamente personali sia in quanto in quel periodo i due avevano interrotto la relazione che li univa sia in quanto Fromm era analista della figlia di Karen Horney, Marianne Horney anch’ella analista, che in quel periodo aveva manifestato un’aperta ostilità nei confronti della madre cosa che aveva portato quest’ultima a sospettare che Fromm le volesse mettere l’una contro l’altra. Il conflitto finì che Fromm, seguito da Sullivan, dalla Thompson, da Marianne Horney e dai suoi seguaci, uscì dall’Association for the Advancement for Psychoanalisys per aprire nello stesso anno la New York Division of the Washington School of Psychiatry che nel 1946 diveniva autonoma come William Alanson White Institute for Psychiatry, Psychoanalysis and Psychology. Sempre nel 1946 presso il New York Psychoanalytic Institute, durante il mandato del 17 Presidente della New York Psychoanalytic Society, Philip Raphael Lehrman (dal 1946 al 1947), veniva inaugurato il Treatment Center i cui servizi terapeutici su base psicoanalitica erano a basso costo e destinati solo ai militari; nel 1948, grazie al suo successore Sandor Lorand (Presidente dal 1947 al 1948), tale centro con le sue tariffe agevolate ammise al trattamento anche i civili di qualunque età. Nel 2003 nacque la New York Psychoanalytic Society and Institute dalla fusione dei due enti omonimi, su spinta del quarantasettesimo Presidente Paul Rosenbaum (dal 2003 al 2007); grazie a tale sinergia nacque il Research Center, la cui mission consiste nella ricerca in psicoanalisi.
Dopo la seconda guerra mondiale la carriera di Van Ophuijsen divenne sempre più fenomenale; in questo periodo il percorso di vita di Van Ophuijsen s’intrecciò con quello della Veteran Health Adimistration, le cui origine sono lontane nel tempo. Gli USA hanno il più completo sistema di assistenza per i veterani di qualsiasi nazione del mondo, con radici che risalgono al 1636, quando in seguito alla guerra tra i pionieri dell’insediamento di Plymouth (Massachussets, USA) e i nativi americani della tribù Pequot, fu deciso do elargire delle pensioni ai soldati che avessero riportato lesioni invalidanti ai fini lavorativi. Tale esempio fu ripreso ed allargato dal Governo rivoluzionario nella guerra d’indipendenza dagli inglesi nel 1776, in quanto, all’elargizione delle pensioni ai militari divenuti invalidi, si aggiunsero cure mediche e ospedaliere gratuite ad essi dirette. Nel 1811 il governo federale autorizzò anche cure domiciliari. Qualche decennio dopo il programma di assistenza per i veterani è stato ampliato per includere benefici e pensioni di reversibilità anche per le loro vedove ed altri familiari a loro carico. Dopo la guerra civile, che infiammò gli Stati Uniti dal 12 Aprile 1861 al 9 Aprile 1865, si decise di fornire ai veterani cure mediche e ospedaliere per qualunque patologia, anche indipendente dal servizio militare. Nel 1917, durante la prima guerra mondiale nel 1917, il Congresso USA stabilì un nuovo sistema di sussidi per i veterani, compresi programmi per la compensazione della disabilità, assicurazioni sulla vita e progetti di riqualificazione professionale per i disabili. Il 9 agosto 1921 vennero riunite nella Veteran Health Administration tutti i vari benefit sia in termini economici che di servizi prima dispersi in varie agenzie governative. Nel 1928, i privilegi dei militari furono estesi anche alle guardie nazionali. Il 21 luglio 1930 la Veteran Health Adimistration ottenne il riconoscimento di Agenzia Federale Autonoma. Dal 16 settembre 1940 in poi fu garantita l’opportunità di avere mutui a basso tasso d’interesse a tutti i militari, anche in servizio attivo nonché un’indennità di disoccupazione fino al momento in cui avessero trovato lavoro. Nel 1946 fu istituito in Virginia (USA) il primo Dipartimento autonomo di Medicina e Chirurgia della Veterans Health Administration in Virginia, insieme a numerosi altri programmi come il Volontariato VA; oggi esso possiede circa 1.600 strutture sanitarie oggi, tra le quali ospedali, casi residenziali, poliambulatori, servizi di Telemedicina. Dal punto di vista psicopatologico servizi di eccellenza sono quelli rivolti alle Lesioni Cerebrali Traumatiche, Disturbi da Stress Post-Traumatici, Prevenzione del Suicidio. La Veteran Health Administration svolge attività di ricerca e offre corsi di formazione per i propri dipendenti. Proprio per questo motivo nel 1946 La Veteran Health Administration presso il proprio Psychiatric Hospital di New York avviò un Master di formazione in Medicina Psicoanalitica tra i cui Professori c’era anche Van Ophuijsen. 
Nel 1948 tale Master con tutti i Professori, Van Ophuijsen compreso, fu assorbito dal Long Island College Hospital; fondato nel 1858, il Long Island College Hospital fu il primo ospedale degli Stati Uniti ad utilizzare ordinariamente gli stetoscopi, a praticare una valida anestesia durante gli interventi chirurgici, ad introdurre l’uso delle ambulanze. Sempre nel 1948, il quarantasettesimo Governatore dello Stato di New York, Thomas Edmund Dewey (Owosso, Michigan, USA, 24 marzo 1902 - Miami, Florida, USA,16 marzo 1971; morì per Infarto Miocardico Acuto) fondò la State University di New York che raggruppò tutte le pre-esistenti strutture universitarie pubbliche dello stato di New York, assorbendo quindi anche il Long Island College Hospital) che venne inserito nell’area di Medicina, il Downstate Medical Center. Nel 2013 il Consiglio d’Amministrazione della State University of New York, per scarso rendimento economico del Long Island College Hospital, ne decideva la chiusura alla quale tuttavia i dipendenti dell’Ospedale fecero ricorso; a tutt’oggi ancora la battaglia legale non è terminata. 
Sempre nel 1948, Van Ophuijsen, sentendosi affaticato, lasciò tutti gli incarichi presso la New York Psychoanalytic Society. La State University of New York, dopo aver assorbito il Long Island College Hospital, decise di mantenere il Master in Medicina Psicoanalitica fra i propri corsi, riconfermando i docenti, Van Ophuijsen compreso, nei loro incarichi. Un anno dopo la morte di Van Ophuijsen tale Master si tramutò in un vero e proprio Corso di Psicoanalisi gestito dalla stessa università che a tale scopo inaugurò il Psychoanalytic Traning Center. 
Nel 1949 Van Ophuijsen fu nominato Direttore del Child Guidance Institute presso il Mount Sinai Hospital di New York per avviare un programma di trattamento analitico per i soggetti in età evolutiva. Questo ospedale fu istituito dall’avvocato filantropo Sampson Simson (Danbury, Connecticut, USA, 30 Giugno 1780 - New York, 7 Gennaio 1857) nel 1852 col nome di Jewish Hospital of New York per curare gli ebrei che non venivano accolti volentieri negli altri ospedali della città. Dopo alcuni anni tuttavia per l’eccellenza delle sue strutture esso iniziò ad essere frequentato da molti abitanti di New York, indipendentemente dalla fede religiosa; per tale motivo nel 1866 fu ribattezzato col nome attuale Mount Sinai Hospital. Nel periodo delle persecuzioni razziali naziste assunse molti medici ed infermieri ebrei in fuga dall’Europa. Nel 1963 esso apriva la propria School of Medicine. Nel campo sanitario, esso è tuttora una struttura d’eccellenza. 
Nel Febbraio del 1950 Van Ophuijsen fu nominato Direttore dell’Institute for Psychobiological Studies, per condurre ricerche sull’uso degli ormoni nelle patologie psichiatriche, presso il Creedmooor State Hospital di New York; quest’ospedale nacque nel 1912 col nome Farm Creedmoor Colony per attuare pratiche sperimentali ergoterapiche nei pazienti psichiatrici. Col tempo divenne un vero e proprio ospedale psichiatrico, abbandonando l’ergoterapia ma restando sempre all’avanguardia nelle tecniche sperimentali psichiatriche. Il nome attuale dell’ospedale è Creedmoor Psychiatric Center.
Verso fine Aprile del 1950 Van Ophuijsen ebbe un episodio di ischemia coronarica, cui non volle dare peso, perchè una settimana dopo voleva recarsi a Detroit (Michigan, USA) per tenere una conferenza al Convegno annuale dell’American Psychiatric Association dove si profilava un duro scontro con gli psichiatri cognitivo-comportali al quale, dopo una vita di lotta per la psicoanalisi, non voleva assolutamente mancare. Rientrato a New York, riprese la sua attività clinica; nel tardo pomeriggio del 31 Maggio 1950 fece la sua ultima seduta psicoanalitica e pochi minuti dopo morì per infarto miocardico.

Il pensiero di Van Ophuijsen si inserisce nella sua totalità nel solco delle teorie freudiane. Freud aveva espresso nel 1908 nello scritto "Teorie sessuali dei bambini" per la prima volta il concetto di invidia del pene o complesso di castrazione femminile; essa si sviluppa all’inizio del periodo edipico quando la bambina si accorge di non avere il pene e non accettando tale realtà lo desidera inconsciamente in modo da poter diventare come il maschio che viene invidiato in quanto detentore del fallo. Facendo seguito a questa teoria di Freud, Van Ophuijsen tenne alla Nederlandse Vereniging voor Psychoanalyse nel 1917 una lettura dal titolo "’Casuistische bijdrage tot de kennis van het Mannelijkheidscomplex bij de vrouw" il cui testo venne pubblicato in tedesco quello stesso anno, in Olandese l’anno successivo ed in Inglese nel 1924. Il termine Mannelijkheidscomplex o Complesso di Mascolinità coniato da Van Ophuijsen, piacque tanto a Freud che lo inserì nel suo scritto del 1919 "Un bambino viene picchiato", nel quale lo ringraziò e fece presente ai suoi lettori che la paternità del termine era stata proprio del grande psicoanalista olandese. Il Complesso di Mascolinità nasce quando in seguito al rinnegamento della mancanza del fallo si forma la speranza, anch’essa inconscia, che tale mancanza un giorno possa essere magicamente colmata; nasce quindi da un lato un comportamento mascolino per uniformarsi all’altro sesso in attesa  di tale magica evenienza e dall’altro un sentimento d’inferiorità che genera come diretta conseguenza forte disprezzo per il proprio sesso di appartenenza. Se la direzionalità di tale disprezzo assume una vettorialità intradiretta, potrebbe derivarne il masochismo mentre se assume una valenza extradiretta potrebbe derivarne il sadismo. Se il complesso di mascolinità diventa ancora più forte, quasi a voler diventare come un uomo, potrebbero insorgere tendenze omosessuali. Van Ophuijsen sempre a questo riguardo fece alcune osservazioni antropologico-culturali: in Sudafrica vive alcuni clan tribali che gli olandesi chiamarono hottentots, in italiano ottentotti, deformazione del termine stotteraar, in italiano balbuziente, per via del loro modo biascicato di parlare. Il vero nome di questi clan è khoikhoi che tradotto significa veri uomini; in queste tribù, come si vede dal nome, il culto della mascolinità è molto popolare. Nelle donne ottentotte è molto frequente la longininfia, cioè la tendenza a farsi allungare le piccole labbra vaginali anche di parecchi centimetri, a simulare la presenza di un fallo. Tale conformazione in parte è genetica ed in parte è dovuta a tutta una serie di strategie usate a tale scopo. Non bisogna confondere il complesso di mascolinità col complesso di castrazione femminile; quest’ultimo, che fa seguito allo stadio  dell’invidia del pene, si appalesa nella maggior parte della donne e, superata  la prima fase in cui prevale l’angoscia per la mancanza del fallo, subentra la fase della rassegnazione che è l’anticamera dell’accettazione della propria condizione anatomica che a sua volta porta allo sviluppo dell’identità femminile.

Un altro campo d’interesse di Van Ophuijsen fu quello relativo alla fase anale ed alle sue implicazioni, che riprese dalle teorie di Karl Abraham. Esaminando tale fase dello sviluppo, elaborò la controparte eziopatogenetica maschile del Complesso di Mascolinità femminile relativamente al sadomasochismo; essa inoltre può indurre omoerotismo. La prima sottofase anale, caratterizzata dalla tendenza ad espellere le feci, è ovviamente connotata da una certa aggressività per cui una fissazione o regressione a questo stadio non può che accentuarla fino a diventare sadismo. La seconda sottofase anale, caratterizzata dalla tendenza a ritenere le feci, è ovviamente connotata da una certa passività per cui una fissazione o regressione a questo stadio  non può che accentuarla fino a divenire masochismo. Una fissazione o regressione in una delle due sottofasi può, in aggiunta od in alternativa, determinare omoerotismo da non confondere con l’omosessualità, che a tutti gli effetti è un orientamento sessuale post-edipico. Mentre l’omosessualità è diretta verso un altro-da-se, l’omoerotismo è diretto solo parzialmente su un altro-da-se e maggioritariamente su se stesso in modo narcisistico. L’omoerotismo, derivando da una fissazione ad uno stadio pre-edipico, non può essere maturo per cui non essendo accettato, viene rimosso. Con questo ragionamento van Ophijsen crea le premesse per il ragionamento fatto da Freud nello scritto del 1910 "Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia descritto autobiograficamente (Caso clinico del Presidente Schreber)". Il ritorno del rimosso omoerotico avviene sotto forma di contenuti deliranti a stampo persecutorio; il delirio, proiettando all’esterno i contenuti dell’inconscio, tramuta, in questo caso,  il pensiero "Io non accetto il mio omoerotismo quindi mi disprezzo" in "gli altri non accettano il mio erotismo quindi mi disprezzano".

Van Ophuijsen nel periodo in cui fu Direttore dell’Institute for Psychobiological Studies del Creedmooor State Hospital, condusse molte ricerche sulle psicopatologie utilizzando diversi ormoni e neuromediatori, fra i quali prevalentemente ormoni tiroidei, ormoni steroidei in particolare ormoni sessuali, istamina. I risultati furono piuttosto insoddisfacenti per cui tali ricerche ad oggi non rivestono più alcun interesse.


Bibliografia


Opere di Johan Van Ophuijsen
in italiano: 

La meta sessuale del sadismo così come si rivela negli atti di violenza, in Ruitenbeek H. M., Psicoterapia delle perversioni, pagg. 158-163, Astrolabio, Roma, 1968 - Titolo Originale, The sexual aim of sadism as manifested in act of violence, International Journal of Psychoanalysis, vol. 10, pagg. 139-144, Taylor & Francis, Abingdon-on-Thames, 1929- Ripubblicato in Ruitenbeek H. M., The psychotherapy of perversions, Citadel Press, New York, 1967. 



in altre lingue: 
On the origin of the feeling of persecution, International Journal of Psychoanalysis, vol. 1, pagg. 235-239, Taylor & Francis, Abingdon-on-Thames, 1920.
Psycho-analytic Therapy, International Journal of Psychoanalysis, vol. 1, pagg. 285-293, Taylor & Francis, Abingdon-on-Thames, 1920.
Contributions to the masculinity complex in women, International Journal of Psychoanalysis, vol. 5, n° 1, pagg. 39-49, Taylor & Francis, Abingdon-on-Thames, 1924.
Discussion on lay analysis, International Journal of Psychoanalysis, vol. 8, n° 2, pagg. 279-281, Taylor & Francis, Abingdon-on-Thames, 1927.
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Con Sackler A. M., Sackler M. D., Sackler R. R., Non-convulsive biochemotherapy with histamine: a preliminary report in the treatment of hospitalized schizophrenic, manic-depressive and involutional psychotics, part 2, Journal of  Nervous and Mental Disease, Lippincott Williams & Wilkins, n° 111, pagg. 110-185, Philadelphia, 1949.
Con Sackler A. M., Sackler M. D., Sackler R. R., Sex steroid therapy in psychiatric disorders: the therapeutic effect of testosterone and estradiol on hospitalized psychotics, clinical findings, Acta Psychiatrica et Neurologica Scandinavica, nn° 3-4, Munksgaard, Copenhagen, 1951.
Con Sackler A. M., Sackler M. D., Sackler R. R., A three-year follow-up study of non-convulsive histamine biochemotherapy, electric convulsive post-histamine therapy and electric convulsive therapy controls, The Psychiatric Quarterly, vol. 27, n° 1-4, pagg. 199-227, Springer, Berlino, 1953 (Postumo).


Opere su Johan Van Ophuijsen

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Ultimo aggiornamento 12 Marzo 2019

Gli autori

Maria Scordo, Psicologa clinica, specializzanda presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalitica di Reggio Calabria

Gabriele Romeo, Medico, Psicologo, Psicoanalista, Coordinatore Didattico, Docente, Analista Didatta e Supervisore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalitica di Reggio Calabria.




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