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Società Scientifica di Psicoanalisi e Gruppoanalisi Italiana

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Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalitica

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Articoli

EFFICACIA

27/07/2019, 10:59



Meyer-Adolf


 




La psicoanalisi interpersonale
Niederweningen, Canton Zurigo, Svizzera, 13 Settembre 1866
Baltimora, Maryland, USA, 17 Marzo 1950

Nacque il 13 settembre 1866 in una famiglia della piccola borghesia svizzera di Zurigo. Il padre, Rudolph Meyer (? - ?), era un pastore protestante della chiesa Zwingleriana. La madre, Anna Walder (? - ?), casalinga, soffriva di un disturbo schizoaffettivo. Egli era il primogenito di tre figli; aveva una sorella, Anna Meyer (? - ?, 1891; morì di tubercolosi polmonare) ed un fratello Hermann (? - ?). I rapporti familiari, nonostante l’infermità della madre, erano buoni. Durante il suo sviluppo fu determinante il rapporto con uno zio, di professione medico, idealizzato da Adolph.

Dopo la fine degli studi superiori, era incerto sul tipo di studi universitari da intraprendere. La scelta era se studiare teologia come il padre o medicina come lo zio. Alla fine l’idea di poter curare le malattie come quella da cui era affetta la madre lo convinse ad intraprendere gli studi di medicina per poter successivamente diventare psichiatra.

Iscrittosi in Medicina, svolse vari tirocini durante il corso di studi coi migliori psichiatri dell’epoca tra i quali J. M. Charcot a Parigi (Île-de-France, Francia) e J. Hughlings Jackson a Londra (Londra, Inghilterra). Si laureò nel 1892 con A. H. Forel, all’epoca Direttore del Burghölzli, la clinica psichiatrica dell’Universität Zürich. Dopo la laurea per ampliare le proprie conoscenze psichiatriche, si recò presso le Cliniche psichiatriche presso l’Universitätsklinikums di Heidelberg (Baden-Württemberg, Germania) per studiare con E. Kraepelin dapprima e dell’Universität Wien (Vienna, Austria) con T. Meynert dopo.

Appassionato del metodo clinico-anatomico inventato da Charcot e consistente nel praticare l’autopsia ad alcuni soggetti, ai quali in vita era stata posta una certa diagnosi clinica, per trovarne le conferme anatomiche. Tale situazione portò Meyer ad uno scontro con Forel, che, ritenendolo immorale, gli proibì di continuare in tale procedura. Meyer prese la decisione di trasferirsi altrove e precisamente negli USA dove pensava di poter essere più libero di continuare i propri studi con la tecnica che preferiva.

Inizialmente si stabilì a Chicago (Illinois, USA), dove voleva trovare un impiego presso la locale Università dove si trovava uno dei maggiori centri di neurologia negli Stati Uniti. Nonostante le sue imponenti credenziali europee, tuttavia, non riuscì nell’intento per cui l’anno seguente, egli accettò un incarico presso l’Illinois Eastern Hospital Eastern for the Insane a Kankakee (Illinois) e qui rimase fino al 1895. In questo ospedale Meyer condusse un gran numero di autopsie nel tentativo di correlare le lesioni cerebrali con le psicopatologie, come aveva fatto il suo maestro Charcot con le patologie neurologiche; l’aver evidenziato assenza di lesioni organiche cerebrali in esse lo spinse a prestare maggior attenzione al corredo sintomatologico.

Nel 1895, per via delle sue notevoli capacità nel settore, venne nominato Direttore dei Servizi di Anatomia Patologica presso il Worcester Lunatic Asylum, ospedale aperto nel 1883, chiuso nel 1991 per un incendio e demolito nel 2009) in Massachussets, USA. Nello stesso anno assunse la carica di Professore di psichiatria presso la Clark University, sita a Worchester.  Qui, sempre nel 1895, conobbe la futura moglie Mary Potter Brooks (Newburgh, New York, 9 Novembre 1877 - Baltimora, Maryland, USA, 12 Gennaio 1967) che era una sua studentessa laureanda in Scienze Sociali. 

Il 1 Maggio del 1902, lasciato l’incarico ospedaliero precedente ma mantenendo quello universitario, divenne il secondo Direttore dell’Istituto di Patologia (successivamente rinominato Istituto di Psichiatria) presso il New York State Hospital (New York, USA), visto che il precedente nonché primo Direttore Ira Thompson Van Gieson (Long Island, New York, 1866  - New York, 24 Marzo 1913) era stato licenziato per motivi politici; nel 1929, George Hughes Kirby (Goldsboro, North Carolina, USA, 1875 - New Hampshire, USA, 1935), quarto Direttore dell’Istituto Patologico cambiò il nome della clinica da Istituto di Patologia a quello attuale, Istituto di Psichiatria.

Il 15 Settembre 1902 sposò la fidanzata Mary, che nel frattempo era diventata assistente sociale; ella partecipò sempre al lavoro del marito, cadiuvandolo nelle raccolte anamnestiche ed eseguendo le visite domiciliari alle famiglie dei pazienti, anticipando quello che ora è la routinaria attività degli assistenti sociali in ambito psichiatrico. I coniugi Meyer ebbero una sola figlia, Julia Lathrop Meyer successivamente coniugata in Asher (Baltimora, 14 Febbraio 1916 - Rockford, Illinois, 1989).

Nel 1904 lascio anche il precedente incarico universitario avendo assunto la qualifica di Professore di psichiatria presso il Medical College della Cornell University di Ithaca (New York). Essendosi ormai convinto che le psicopatologie non fossero dovute a cause organiche ed essendo venuto a conoscenza delle idee freudiane, iniziò ad inserirle all’interno dei corsi di psichiatria.

Al New York State Hospital, infatti, Meyer decise di lasciare definitivamente il metodo anatomo-clinico per dedicarsi esclusivamente all’approccio clinico. Qui introdusse l’uso delle cartelle cliniche, come in Europa si usava da tempo per avere un quadro completo ed ordinato della situazione clinica del paziente, e delle tecniche analitiche come metodo di cura associato a quelli tradizionali. In quest’opera pionieristica di avviamento della psicoanalisi negli USA, Meyer incontrò, tuttavia, una certa resistenza sia nell’ambiente accademico che in quello ospedaliero. 

Il 1909 fu un anno di svolta importante per Meyer. In quell’anno nella stessa università dove lui aveva l’incarico di professore di Psichiatria, Freud, su invito del Rettore G. S. Hall, tenne dal al 10 Settembre 1909, le cinque conferenze sulla psicoanalisi. Meyer, come la stragrande degli ascoltatori, fu stregato dalla "peste" (per usare la parole profetiche di Freud) che era sbarcata in America. A seguito di tale evenienza, le resistenze alla psicoanalisi negli USA iniziarono a scemare tanto che nel tempo le teorie psicoanalitiche diverranno la cultura psicologica prevalente.
Quasi in contemporanea sarebbe accaduto un altro evento estremamente importante per la storia e per la teoria della psicoanalisi che avvenne alla Johns Hopkins University il cui antefatto iniziava un secolo e mezzo prima. Vista l’estrema importanza della Johns Hopkins University nello sviluppo della storia del movimento e del pensiero psicoanalitico, vale la pena soffermarsi su essa. Questa università fu inaugurata nel 1876, grazie ad un lascito di 7 milioni di dollari donato dall’imprenditore Johns Hopkins (Annapolis, Maryland, USA, 19 Maggio 1795 - Baltimora, 24 Dicembre 1873); grazie ai fondi rimasti da tale lascito, venne avviata la costruzione del Johns Hopkins Hospital afferente all’omonima università ed inaugurato nel 1889. Nel 1891 iniziò la progettazione dell’apertura della Medical School della medesima università al cui interno nel 1892 venne costituito il Dipartimento di Psichiatria la cui Direzione fu assunta da Henry Mills Hurd (Union City, Michigan, USA, 3 Maggio 1843 - Atlantic City, New Jersey, USA, 1923) che la mantenne fino al 1906; egli peraltro da quando fu costruito l’ospedale nel 1889 fino al pensionamento avvenuto nel 1911 fu anche il suo primo Direttore Generale. Nel 1893 la Medical School venne aperta e si inaugurò il primo anno del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia.

Appare importante fare un cenno alla filosofia di base insita nella dottrina sociale del protestantesimo e che permise la nascita dell’Università e del suo Ospedale, grazie al lascito dell’imprenditore J. Hopkins; in tale dottrina il capitalismo è visto come realizzazione della volontà di Dio, purché esso non abbia finalità edonistiche e tautologiche, ma anzi al contrario sia reinvestito in parte per accrescere se stesso ed in parte a vantaggio dei meno abbienti.
 Nel 1906 quando Hurd lasciò la Direzione dell’Istituto di Psichiatria, esso aveva solo una valenza ambulatoriale in quanto privo di un reparto non ancora costruito per mancanza di fondi; in attesa di reperirli la cattedra fu momentaneamente assegnata al Professore Associato Stewart Paton (Warwick, New York, 19 Aprile 1865 - Long Island, 7 Gennaio 1942; morì per infarto miocardico acuto). Paton sensibilizzò l’allora Preside della Medical School, peraltro anche il primo, William Henry Welch (Norfolk, Virginia, USA, 8 aprile 1850 - Baltimora, 30 aprile 1934; morì per adenocarcinoma presso l’ospedale della stessa Johns Hopkins University) ai fini dell’istituzione di un reparto per il Dipartimento di Psichiatria per poter offrire ai pazienti psichiatrici anche la possibilità di un ricovero ospedaliero oltrechè il trattamento ambulatoriale. Welch, a tale scopo, a sua volta sensibilizzò un altro imprenditore filantropo, Henry Phipps Jr. (Philadelphia, Pennsylvania, USA, 27 Settembre 1839 - North Hempstead, New York, 22 Settembre 1930) che, per le medesime motivazioni di J. Hopkins, il 15 Giugno 1908 donò all’Università 1.500.000 dollari (pari ad un valore attuale di circa 35.000.000 di euro) 15 giugno 1908. La Johns Hopkins University aveva adottato il modello tedesco di combinare la didattica universitaria con la ricerca per cui il candidato ideale per la direzione del costruendo reparto non poteva non essere Meyer. Welch, infatti, su suggerimento di Paton, nell’autunno del 1909 nominò Meyer Direttore del Dipartimento di Psichiatria ed, avendo fondi sufficienti allo scopo, gli diede anche l’incarico di strutturare il costruendo reparto annesso. Paton, in contemporanea con l’arrivo di Meyer lasciò la Johns Hopkins University, anche se poi vi ritornerà nel 1929, in funzione dell’incarico di lecturer conferitogli dallo stesso; manterrà tale incarico fino al 1935. Paton, dopo aver lasciato la John Hopkins University, venne assunto dalla Princeton University (New Jersey) che aveva in cantiere delle ricerche che collimavano con i suoi interessi del momento che si erano spostati dalla psichiatria clinica alla psicofisiologia sperimentale ed all’istoanatomia cerebrale.

Prima di lasciare il New York State Hospital si assicurò che la Direzione dell’Istituto di Patologia venisse assegnata ad un suo amico, psicoanalista anche lui, August Hoch; egli sponsorizzò Hoch al posto che stava lasciando in quanto i due, oltre ad essere amici intimi, avevano molte cose in comune: erano entrambi figli di religiosi, svizzeri di nascita e residenti negli USA, di lingua madre tedesca, appassionati di psicoanalisi, cresciuti con ideali legati alla dottrina sociale protestante.

Dopo aver ottenuto la nomina di Hoch, Meyer potè tranquillamente assumere la carica di Direttore del  Dipartimento di Psichiatria della John Hopkins University; appena insediato nella nuova carica, capì di trovarsi di fronte ad un’impresa tanto epocale quanto affascinante per le nuove prospettive che si potevano intravedere; da un lato stava la difficoltà legata al dover costruire tutto sia materialmente le strutture murarie del reparto sia provvedere alla formazione del personale sia organizzare l’andamento degli ambulatori ma dall’altro avrebbe avuto la possibilità di dare e lasciare la propria impronta personale ad una struttura che avrebbe fatto storia nel mondo della psichiatria e della psicoanalisi. Meyer aveva una personalità forte, carismatica ed autorevole per cui si mise subito al lavoro affrontando con tenacia i vari problemi che di volta in volta comparivano; il 16 Aprile del 1913 inaugurò l’Henry Phipps Psychiatric Clinic del Dipartimento di Psichiatria della Medical School della Johns Hopkins University. Questa clinica psichiatrica divenne sin da subito una struttura d’avanguardia grazie alle tecniche ed alle prassi europee che Meyer padroneggiava grazie ai suoi studi di gioventù e che all’epoca negli Stati Uniti erano assolutamente innovative.

 Nel 1911 Meyer fu uno dei fondatori dell’American Psychoanalytic Association. L’Henry Phipps Psychiatric Clinic sotto la guida di Meyer divenne uno dei primi centri psichiatrici dove si applicava la psicoanalisi come tecnica terapeutica, sia pure in associazione con altri metodi curativi. Grazie alle innovative idee meyerane, l’Henry Phipps Psychiatric Clinic divenne anche un centro di cultura psicoanalitica da cui nacque la corrente di pensiero che assunse il nome di Psicoanalisi Interpersonale.

Nel 1916 Meyer inaugurò sempre presso l’Henry Phipps Psychiatric Clinic il laboratorio di psicologia, che venne affidato a John Broadus Watson (Travelers Rest, North Carolina, USA, 9 Gennaio 1878 - Woodbury, Connecticut, USA, 25 Settembre 1958); era stato progettato già dal 1909 ma per carenza di fondi non era stato ancora realizzato. Meyer e Watson non riuscirono però ad andare d’accordo sia per differenze caratteriali, quanto più Meyer era integerrimo tanto più Watson era libertino, sia per impostazione teorica, tanto più Meyer era proiettato alla psicoanalisi tanto più Watson era proiettato al comportamentismo; nel 1920, a seguito del divulgarsi della notizia che Watson aveva avuto una relazione extraconiugale, Meyer gli chiese di dimettersi. Dopo essersi liberato dell’ingombrante presenza di Watson, nominò come Dirigente del Laboratorio di Psicologia un giovane psicoanalista suo allievo, Curt Richter,
Nel 1918 fu uno dei consulenti psichiatri, assieme a C. G. Jung, A. Hoch, E. Kraepelin, nel famoso caso giudiziario McCormick. Stanley Robert McCormick (1874-1947), essendo stato colpito da schizofrenia, fu confinato dalla famiglia in una confortevole e bella casa detta Montecito’s Riven Rock (Cold Springs, California). Visto che era molto ricco, si scatenò presto una battaglia giudiziaria tra la moglie Katharine Dexter in McCormick (1875-1967) ed il resto della famiglia McCormick su chi dovesse essere il suo tutore.

Gli anni 1920 e 1930 videro l’espansione della psichiatria accademica negli Stati Uniti, che venne assolutamente influenzata da Meyer; i motivi del suo predominio nell’ambiente psichiatrico erano dovuti a diversi motivi tra i quali il suo carattere decisamente autorevole, le sue eccellenti conoscenze oltreoceano, il suo eccellente bagaglio scientifico in campo clinico neuropsichiatrico e neuroanatomico, le sue capacità eclettiche di fondere diversi saperi, le eccellenti capacità organizzative. Nel biennio 1927-1928 Meyer fu il 57° Presidente dell’American Psychiatric Association succedendo a George Michael Kline (Pittsburgh, Pennsylvania, 6 Marzo 1878 - Boston, Massachussets, USA, 5 Gennaio 1933; Presidente nel biennio 1926-1927) e precedendo Clarence Floyd Haviland (Spencertown, New York, 15 agosto 1875 - Il Cairo, Cairo, Egitto, 1 gennaio 1930).

Il suo punto di forza era l’abilità didattica; non scrisse dei libri ma fece molte pubblicazioni difficili da capire e carenti dal punto di vista dell’eziologia e del trattamento. Fu il maestro, infatti, di una generazione di psichiatri e psicoanalisti americani, quali Curt Richter, Phyllis Greenacre, Clara Mabel Thompson, Harry Stack Sullivan e di altre nazioni quali l’angloaustraliano Sir Aubrey Julian Lewis  (Adelaide, South Australia, Australia, 8 Novembre 1908 - Londra, 25 Gennaio 1975), l’inglese David Henderson (Dumfries, Scozia, Inghilterra, 24 April 1884 - Edimburgo, Scozia, 20 Aprile 1965), lo svizzero naturalizzato USA Charles August Hoch, il primo psichiatra giapponese Saburo Matsubara (1877-1936), gli austriaci naturalizzati USA Abraham Arden Brill e Leo Kanner (Klekotow, Lviv Oblast, allora Impero Austroungarico oggi Ucraina13 giugno 1894 - Sykesville, Maryland, 3 Aprile 1981). Proprio per comunicare con i Colleghi, suoi allievi e non, classificò le psicopatologie con indici numerici corrispondenti alla medesima patologia nelle diverse lingue alfine di evitare errori di traduzione. Il suo elenco, rielaborato, venne utilizzato per formare il DSM I del 1952. 

Nel 1941 andò in pensione dalla Johns Hopkins University in cui fu nominato emerito. Visse a Baltimora fino alla morte avvenuta per infarto miocardico acuto.

Meyer fu un pioniere in moltissimi campi.

Meyer partì dall’idea che le patologie psichiatriche derivassero da lesioni anatomiche. Nel tempo si accorse grazie alle numerosissime autopsie eseguite che così non era. Quasi contemporaneamente venne a conoscenza della dottrina psicoanalitica che lo convinse pienamente; egli iniziò la sua elaborazione teorica partendo dalle idee freudiane legate alla sessualità infantile. Nonostante che Meyer sia stato un pioniere della psicoanalisi negli USA inserendola nei suoi insegnamenti, non si sottopose ad analisi, anche se ai fini dell’albero analitico si può considerare allievo diretto di Freud, ne la praticò mai, anche se ne incoraggiò moltissimo l’uso. Nel tempo, la presenza della dottrina protestante sociale nella filosofia della Johns Hopkins University risvegliò in Meyer gli influssi religiosi paterni; Meyer, così iniziò ad introdurre nella teoria analitica dei concetti ad essa ispirati. Egli formulò il concetto di equilibrio dinamico fra l’ambiente e l’individuo; egli identifica l’ambiente come l’insieme della totalità delle relazioni interpersonali che riguardano il singolo individuo. L’individuo, in funzione delle sue caratteristiche personali, relative all’andamento del proprio sviluppo psicosessuale ed alla maggiore o minore funzionalità neuroendocrinologica, potrà avere uno sviluppo della personalità armonico o meno. L’ambiente potrà avere una o più relazioni normali o patologiche. Dall’interazione fra ambiente ed individuo potrà quindi nascere una condizione di adattamento reciproco e quindi di salute mentale (se entrambi sani) o di disadattamento e quindi con patologie di diversi gradi di gravità (quanto più entrambi disfunzionali); il reciproco condizionamento fra fattori psichici endogeni e fattori esogeni ambientali determina cambiamenti biochimici corporei i quali, agendo sulle strutture nervose, a loro volta generano pensieri ed emozioni. Per definire questa sua teoria coniò il termine, tuttora in uso, di psicobiologia. Secondo Meyer per prevenire l’insorgenza delle psicopatologie bisogna intervenire sulle cause di disadattamento eliminandole per favorire l’integrazione; diede il nome, tuttora in uso, di Igiene Mentale alla scienza che studia e tenta di prevenire tali cause.

Meyer per poter diagnosticare efficacemente e predisporre un adeguato piano trattamentale faceva un’accurata anamnesi ai propri pazienti, annotando nelle cartelle cliniche tutti i loro dati medici, psicologici e sociali compresi studio e lavoro. La moglie lo aiutava in tale compito facendo interventi domiciliari e raccogliendo informazioni dai familiari dei pazienti e sui familiari stessi. Tra gli interventi terapeutici, Meyer introdusse anche la Terapia Occupazionale, di cui viene considerato il padre fondatore. Egli pensava che esistesse una connessione diretta tra le attività di un individuo e la sua salute mentale. Tenendo conto di ciò, in ospedale creò dei laboratori protetti dove si insegnavano ai pazienti delle tecniche lavorative per prepararli ad un proficuo reinserimento nella società, una volta dimessi dall’ospedale; inoltre, sempre in virtù della dottrina sociale protestante, tramite gli interventi della moglie tra gli imprenditori locali, fece sì che nascessero posti di lavoro in funzione delle capacità e dell’addestramento ricevuto dai pazienti.



Bibliografia
Opere di Meyer
Collected papers: neurology, psychiatry, medical teaching, mental hygiene, 4 voll., Johns Hopkins Press, Baltimora, 1950-52.
Con E. Bradford Titchener, Defining American Psychology: the Correspondence,  Johns Hopkins Press, Baltimora, 1990.
American psychoanalysis, origins and development: the Adolf Meyer seminars, New York Hospital-Cornell Medical Center section on the history of psychiatry and the behavioral sciences, Brunner & Mazel, New York, 1978.

Opere su Meyer
Feierstein S., Adolf Meyer: life and work, Juris Verlag,Zurigo, 1965.  
Lamb S. D., Pathologist of the mind: Adolf Meyer andthe origins of American psychiatry, Johns Hopkins Press, Baltimora, 2014. 
Lief A., The commonsense psychiatry of Dr. Adolf Meyer, McGraw &Hill, New York, 1948.


Ultimo aggiornamento 1 Ottobre 2018
Eleonora Pellegrino
Gabriele Romeo



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