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Società Scientifica di Psicoanalisi e Gruppoanalisi Italiana

Scuola di specializzazione in

Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalitica

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ARTICOLO
Gianna, il mito e la supervisione in gruppoDi Rosanna De Pace, Moni Barreca, Silvia Labate, Alessandra Zumbo
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Articoli

CLINICA

08/08/2019, 13:35



Combination-with-ropinirolo-and-disulfiram-in-subjects-with-schizoaffective-disorder-in-comorbidity-with-cocaine-addiction:-a-preliminar-data


 Romeo V.M., Mandolillo P., Adornato F., Mandalari R., Romeo G.



5-6 maggio 2016 - Roma

IV Incontro Nazionale dei Giovani Psichiatri (SIP Giovani)

Presentazione del poster dal titolo:  

"COMBINATION WITH ROPINIROLO AND DISULFIRAM IN SUBJECTS WITH SCHIZOAFFECTIVE DISORDER IN COMORBIDITY WITH COCAINE ADDICTION: A PRELIMINAR DATA"

a cura di Romeo V.M., Mandolillo P., Adornato F., Mandalari R., Romeo G.

in fase di pubblicazione nella rivista Research and Adavance in Psychiatry

08/08/2019, 12:44



Abraham-Hilda-


 



Zurigo, Canton Zurigo, Svizzera, 18 Novembre 1906 
Londra, Londra, Inghilterra, 3 Ottobre 1971

di Angela Cuzzocrea e Gabriele Romeo

Hildegard Clara Abraham, detta Hilda, fu la figlia del famoso psicoanalista Karl Abraham. La madre si chiamava Hedwig Marie Bürgner (Berlino, Brandemburgo, Germania, 1878 - 1967) che svolgeva attività privata come insegnante di doposcuola. I genitori si sposarono il 23 gennaio 1906 col rito religioso della propria fede ebraica.

Hilda nacque quando il padre era assistente al Burghölzli, la Clinica Psichiatrica dell’Universität Zürich, diretta dal famoso Eugen Bleuler. Alla fine del Dicembre 1907 nacque il fratello Gerhard Allan Grant Abraham, detto Gerd (Berlino, 25 Agosto 1910 - ?), dopo il ritorno della famiglia a Berlino, motivato dall’investitura del padre a rappresentante ufficiale della psicoanalisi in Germania; la vita di Karl Abraham a Belino fu strettamente collegata alla storia della psicoanalisi in generale e di quella tedesca in particolare. 

Ad inizio 1912 Hilda iniziò a manifestare Disturbi dell’Attenzione dei quali si accorsero sia i genitori che i suoi insegnanti; essi, convocati i genitori, comunicarono loro che in classe la figlia era distratta e non seguiva le lezioni. Fu così che Hilda ebbe la sua prima analisi col padre tra i 6 e i 7 anni, che si svolse tramite dialoghi effettuati durante passeggiate quotidiane. I problemi di distrazione però continuarono ad essere presenti tanto che Hilda nel corso della sua vita si sottopose ad altre tre analisi rispettivamente con Van Ophuijsen, il famoso psicoanalista olandese, a cavallo del 1922 e del 1923 (mentre lo stesso era in analisi didattica con Karl Abraham), con Werner Kemper nel 1933 e con Hilde Maas nel 1934. Il motivo del suo turbamento fu dovuto a due evenienze: l’aver ricevuto due clisteri dal padre e l’aver effettuato una masturbazione coi piedi al fratello che ricambiò nello stesso modo; probabilmente la prima evenienza potrebbe aver determinato una mancata risoluzione del complesso edipico che potrebbe aver determinato il secondo evento in cui il fratello fantasmaticamente avrebbe rappresentato il padre ed i piedi il fallo mancante ed il cui uso avrebbe ridotto l’angoscia di castrazione nata dalla scoperta di non avere questo organo a differenza del fratello.

Tra tutti i suoi analisti, tuttavia, fu quello che la conquistò per il suo grande carisma fu Van Ophuijsen; tale incontro sarà decisivo per il futuro dell’adolescente Hilda poiché in seguito ad esso ella decise di diventare psicoanalista.

Per raggiungere tale scopo, dopo il diploma ginnasiale, nel 1926 s’iscrisse al corso di laurea in medicina alla Friedrich Wilhelm Universität, oggi Humboldt Universität. Questa università, la più antica di Berlino, fu costruita su un edificio nobiliare costruito nel 1753 per il principe Enrico di Prussia (Berlino, 18 gennaio 1726 - Rheinsberg, Brandeburgo, 3 agosto 1802), fratello di Federico II il Grande di Hohenzollern (Berlino, 24 gennaio 1712 - Potsdam, Brandemburgo, 17 agosto 1786). Nel 1810 vi si insediò la neonata Berlin Universität che nel 1828 venne rinominata Friedrich Wilhelm Universität in onore di Federico il Grande). Nel 1949 venne ribattezzata col nome attuale, in onore del filosofo e ministro dell’educazione Wilhelm Von Humboldt (Potsdam, Brandeburgo, 22 Giugno 1767 -  Berlino, 8 Aprile 1835) che tra il 1809 ed il 1810 riformò totalmente il sistema universitario della Prussia, dando ad essa l’indirizzo che poi si è diffuso in tutte le Università del mondo, cioè un legame indissolubile tra ricerca e didattica; in quest’università, la medizinschule fu presente sin dalla sua nascita.

Nel 1927, per frequentare il secondo anno del corso di laurea, si trasferì alla Ruprecht Karl Universität Heidelberg (Baden-Württemberg, Germania), la più antica università tedesca; essa fu fondata nel 1386 dal Conte Palatino del Reno Ruprecht I di Wittelsbach (Wolfratshausen, Baviera, Germania, 9 Giugno 1309 - Neustadt an der Weinstraße, Renania-Palatinato, Germania, 16 Febbraio 1390) grazie all’autorizzazione di Papa Urbano VI (Napoli, allora Regno delle due Sicilie, oggi Italia, 1318 - Roma, allora Stato della Chiesa oggi Italia, 15 Ottobre 1389) col nome di Ruprecht Universität Heidelberg per formare laureati cattolici che potessero autorevolmente rinforzare l’autorità papale. Riorganizzata nel 1803 dal Margravio di Baden Karl Friedrich (Karlsruhe, allora Regno di Baden, oggi Baden-Württemberg, Germania, 22 Novembre 1728 - Karlsruhe, 10 Giugno 1811). Dal 1806 in onore del Margravio fu ribattezzato anche col suo nome assumendo il nome attuale.

Nel 1928, al terzo anno di studi si trasferì alla Wien Universität (Vienna, Austria); questo ateneo è il più antico di lingua tedesca, essendo stato fondato il 12 marzo 1365 da Rodolfo IV d’Asburgo, detto il Magnanimo (Vienna, 1 Novembre 1339 - Milano, allora Comune di Milano, oggi Italia, 27 Luglio 1365), Duca d’Austria e di Carinzia e Conte del Tirolo. Nel 1897 anche le donne furono ammesse agli studi presso questa università, sebbene limitatamente alla Facoltà di Filosofia mentre l’ammissione ad altri corsi di laurea avvenne successivamente ed in tempi differenziati; la medizinschule, benchè fosse presente già dalla nascita dell’Università, ammise le donne solo dal 1900. La medizinschule di questa università è sempre stata all’avanguardia nel campo medico e lo è tuttora. Durante il soggiorno viennese, Hilda, ovviamente frequentò assiduamente la casa di S. Freud divenendo amica intima di sua figlia.

Nel 1932, ultimo anno di corso, rientrò e si laureò alla Friedrich Wilhelm Universität. Presso questa stessa università, nello stesso anno, iniziò a frequentare la Scuola di Specializzazione in Chirurgia e nel 1933 iniziò a frequentare il Berliner Psychoanalytisches Institut, dove intraprese anche la sua terza analisi con Werner Kemper per specializzarsi in psicoanalisi. Il Berliner Psychoanalytisches Institut, Polyklinik und Lehranstalt (che si trovava allora al n° 29 ed oggi al n° 74 della Potsdamerstraße), fu fondato da suo padre insieme a Max Eitingon nel Febbraio 1920. Esso era sia un istituto di formazione sia un ospedale, dove venivano curati col metodo psicoanalitico coloro che non potevano permettersi una terapia privatamente sia come scuola di formazione per analisti. Il metodo di istruzione seguito in tale Istituto fu definito da Karl Abraham tripartito perché si basava su tre punti: frequenza ai corsi teorici, analisi didattica, supervisione analitica. Questa metodologia didattica completa, che comprendeva apprendimento teorico della dottrina, il sottoporsi ad analisi personale e il praticare analisi su altri riferendo sull’andamento delle stesse al proprio supervisore a scopo di controllo e verifica, ebbe un tale successo che fu poi riproposta in tutti gli altri Istituti di formazione in Psicoanalisi in tutto il mondo e tuttora è il modello seguito. Al nome di tale Istituto nel 1970, in occasione del 50° anniversario dalla sua fondazione, fu aggiunta la dicitura Karl Abraham dopo il termine Institut.

Nel 1934, ottenuta la specializzazione in chirurgia e, considerando le proprie origini ebraiche che la portavano a temere rappresaglie da parte dei nazisti, che avevano preso il potere in Germania, emigrò a Londra con la madre ed il fratello; qui ella riprese sia gli studi presso il London Institute of Psychoanalysis sia l’analisi didattica che svolse con Hilda Maas, che conosceva già dai tempi di Berlino, la quale si era trasferita a Londra essendo anch’ella ebrea. Al termine degli studi e dell’analisi, venne ammessa nella British Psychoanalytical Society, dapprima come analista ordinario e poi come analista didatta.

La storia della British Psychoanalytical Society s’intreccia con la storia della psicoanalisi inglese. Essa nacque il 30 ottobre 1913 su iniziativa di Ernst Jones col nome di London Psychoanalytical Society. In merito al numero dei Soci Fondatori si evidenzia una difformità di informazioni: Jones comunica a Freud nella lettera n. 148 del 3 Novembre 1913 che i fondatori sono 9 ma non ne elenca i nomi. Mentre nell’annuncio comparso sull’Internationale Zeitschrift für Ärztliche Psychoanalyse, vol. 2, pag. 114, Marzo/Aprile 1914 vien detto che essi sono 15 e ne riporta l’elenco. Secondo questa fonte essi erano: Douglas Bryan che fu eletto Vicepresidente, Montague David Eder, David Forsyth, Bernard Hart, Ernst Jones che fu eletto Presidente, Constance Long, Maurice Nicoll, Maurice Wright tutti residenti a Londra mentre gli altri venivano da altre parti del mondo e precisamente Henry Watson Smith da Beirut (Beirut, allora Francia, oggi Libano), William Graham da Belfast (Irlanda del Nord, Inghilterra), Berkeley Hill da Bombay (oggi Mumbay, Maharashtra, allora Impero Britannico, oggi India), William detto Leslie Mackenzie da Edimburgo (Scozia, Inghilterra), David Waters Sutherland da Jubbalpoore (oggi Jabalpur, Madhya Pradesh, allora Impero Britannico, oggi India), Frédéric Joseph Arthur Davidson da Toronto (Ontario, Canada), Henry Devine (Wakefield, Yorkshire and Humber, Inghilterra). Gli esordi di tale società furono problematici; le prime riunione della società furono caratterizzate da uno scarno numero di partecipanti in quanto i non residenti a Londra partecipavano alla vita societaria saltuariamente mentre in contemporanea con la propria fondazione, essa fu il teatro di uno scontro tra freudiani e junghiani, conseguente agli esiti del IV Convegno dell’International Psychoanalytical Association tenutosi al Bayerische Hof, un lussuoso albergo di Monaco di Baviera, il 7 e l’8 Settembre 1913. Qui Jung tentò un colpo di mano per impossessarsi dell’IPA; contro il parere di Freud, infatti, tenne una relazione sui "Tipi Psicologici", i quali diverranno poi elementi costituenti della sua teoria della personalità. Egli sperava in un trionfo cosicchè potesse dare alla psicoanalisi la sua impronta, emarginando Freud ed Abraham e distruggendo tutto il loro lavoro. Tuttavia l’argomento presentato, venne giudicato dalla stragrande maggioranza dei presenti, e soprattutto dai leaders del movimento psicoanalitico, non solo assolutamente estraneo ai temi della psicoanalisi ma addirittura incompatibile con la stessa e probabilmente più adatto alla rubrica degli oroscopi di un giornale per casalinghe che ad un grande convegno internazionale. Il maldestro tentativo di Jung causò la rottura definitiva con Freud che non gli parlò mai più di persona. Nel Luglio 1914 Jung considerando di aver perso la battaglia, si dimise dall’International Psychoanalytical Association, in sigla IPA, con i suoi seguaci. Jones, di stretta fede freudiana, non voleva lasciare la London Psychoanalytical Association agli junghiani per cui si scatenò un violento conflitto interno per il possesso della società. Mentre questo conflitto era era al culmine degli scontri, il 28 Luglio 1914 scoppiò la Prima Guerra Mondiale. La neonata società si trovò a dover sospendere le relazioni con la casa madre, la Wiener Psychoanalytische Society in quanto l’Austria si trovava nello schieramento opposto a quello dell’Inghilterra. Durante la guerra vi furono solo alcuni incontri della società i quali, per giunta, col passare del tempo divenirono sempre meno frequenti e quindi di conseguenza anche pochi scontri. L’11 Novembre 1918 veniva dichiarata la fine della guerra per cui rientrando nella normalità, ripresero le riunioni della società e quindi anche gli scontri. Il 20 Febbraio 1919 Jones, che voleva una società di fede freudiana, rinominò la London Psychoanalytical Society in British Psychoanalytical Society. I motivi formali dati da Jones furono che ormai la psicoanalisi si era diffusa in tutta l’Inghilterra per cui mantenere il vecchio nome sarebbe stato prova di provincialismo mentre il nuovo nome dava un respiro nazionale; in realtà visto che i vecchi soci per passare alla nuova società, definita freudiana da statuto, dovevano avere un’approvazione basata sul curriculum scientifico, tale cambiamento servì a Jones per non ammettere in essa gli junghiani. Nel 1924 Jones, con l’aiuto di John Rickman, fece nascere il London Institute of Psychoanalysis sul modello del Berliner Psychoanalytisches Institut, Polyklinik und Lehranstalt che era sia un istituto di formazione sia un ospedale, dove venivano curati col metodo psicoanalitico coloro che non potevano permettersi una terapia privatamente sia come scuola di formazione per analisti. Il metodo di istruzione seguito in tale Istituto fu definito da Abraham tripartito perché si basava su tre punti: frequenza ai corsi teorici, analisi didattica, supervisione analitica. Questa metodologia didattica completa, che comprendeva apprendimento teorico della dottrina, il sottoporsi ad analisi personale e il praticare analisi su altri riferendo sull’andamento delle stesse al proprio supervisore a scopo di controllo e verifica, ebbe un tale successo che fu poi riproposta in tutti gli altri Istituti di formazione in Psicoanalisi in tutto il mondo, quindi anche nel London Institute of Psychoanalysis, ed è tuttora è il modello seguito. Nel 1925 Melanie Klein, le cui teorie avevano fortemente influenzato gli analisti britannici venne invitata a Londra per tenere una serie di conferenze, riscontrando un grande successo per cui venne invitata da Jones a trasferirsi in Inghilterra. Nel 1926 Melanie Klein, in considerazione del fatto che nel mondo psicoanalitico di lingua tedesca non era molto apprezzata ma anzi al contrario le si preferiva l’altra grande teorica della psicoanalisi infantile, la sua arcirivale Anna Freud, e che il suo maestro Karl Abraham era morto l’anno prima, accettò l’invito a trasferirsi a Londra, lasciando la Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft per divenire membro della British Psychoanalytical Society; le teorie della Klein differivano da quelle della Freud per molti aspetti tra i quali i più importanti erano i tempi di sviluppo delle relazioni oggettuali considerati più precoci dalla Klein, sul Complesso di Edipo considerato meno importante delle fasi di sviluppo precedenti dalla Klein ed infine sulla pulsione di morte che la Freud ritenesse non esistere nei bambini. Sempre nel 1926 all’interno della British Psychoanalytical Society nasce il suo braccio clinico la London Clinic of Psychoanalysis, che come la sua controparte berlinese forniva trattamenti psicoanalitici per adulti e bambini a basso costo, permettendo così l’accesso a questo tipo di trattamento a coloro che, per motivi economici, non se lo sarebbero potuto permettere. Nel 1933 l’ascesa del partito nazista in Germania, per via delle politiche di persecuzioni razziale, diede il via ad un grande esodo di ebrei, e quindi anche di analisti, trai quali appunto Hilda Abraham, in altre parti del mondo, ma principalmente in Inghilterra e negli USA. Una seconda ondata di profughi avvenne tra il 1938 ed il 1939 in seguito all’annessione tedesca dell’Austria e della Cecoslovacchia ed all’alleanza con varie nazioni che accettarono le leggi razziali fra le quali l’Italia, l’Ungheria, la Romania, la Bulgaria; in questo gruppo c’erano anche Sigmund ed Anna Freud che scelsero di trasferirsi proprio a Londra, dove furono accolti trionfalmente nella British Psychoanalytical Society. L’inizio della seconda guerra mondiale, avvenuta, il 1 Settembre 1939, portò i Tedeschi ad occupare diverse nazioni fra le quali la Polonia, Il Belgio, l’Olanda, Il Lussemburgo, la Jugoslavia, la Grecia, la Danimarca, la Norvegia, la Francia nelle quali furono instaurate le persecuzioni razziali che portarono conseguentemente ad una terza ondata migratoria di ebrei. L’arrivo di questi analisti, perlopiù seguaci di Anna Freud, in Inghilterra non poteva non portare a delle tensioni con i seguaci di Melanie Klein. Dopo la morte di Sigmund Freud, nel 1939, il conflitto tra Anna Freud e Melanie Klein, che durava da tempo a distanza prima fin dal decennio precedente, esplose furiosamente all’interno della British Psychoanalytical Society; sempre più spesso, infatti, la pubblicazione di articoli psicoanalitici o gli interventi ai vari convegni venivano usati per portare attacchi più o meno velati alle teorie della fazione opposta. Nacquero tre fazioni, una legata alla Psicologia dell’Io e capeggiata da Anna Freud, una legata alla Teoria delle Relazioni Oggettuali capeggiata da Melanie Klein e la terza definita degli Indipendenti, perché gli appartenenti ad essa non erano schierati, capeggiata da Ernst Jones. Tra i seguaci di Melanie Klein si annoverano Marjorie Brierley, Susan Isaacs, Joan Riviere, Paula Heimann, Roger Money-Kyrle tra quelli di Anna Freud vi erano gli psicologi dell’Io Kate Friedlander, Willie Hoffer e sua moglie Hedwig Schaxel in Hoffer e i freudiani ortodossi fra i quali Edward Glover, Melitta Klein in Schmideberg figlia della Klein e suo marito Walter Schmideberg, tra gli indipendenti si schierarono Ella Freeman Sharpe, James Strachey, Sylvia Payne, Donald Winnicott, William Gillespie, John Bowlby.

Entrambe le contendenti avrebbero voluto avere dalla propria parte Hilda Abraham, la figlia del grande Karl, la quale, nonostante che la Klein fosse stata l’allieva prediletta da suo padre, o forse proprio per questo, si schierò decisamente con Anna Freud, della quale era amica dai tempi della sua gioventù, quando studiava medicina a Vienna.

I conflitti portarono quasi ad una scissione nella British Psychoanalytical Society fin quando nel 1942, Ernst Jones leader indiscusso dopo la morte di Freud del movimento psicoanalitico mondiale in generale e di quello britannico in particolare, intimò alle due contendenti di trovare un accordo; timorose di un’espulsione dall’IPA, esse decisero di negoziare. Il 21 Ottobre dello stesso anno iniziarono cosi le Controversial Discussions che durarono fino al Febbraio 1944. Esse consistevano in periodiche riunioni nelle quali un esponente di un gruppo ed uno dell’altro esponevano i rispettivi punti di vista sui vari aspetti teorici, trattamentali e formativi della psicoanalisi davanti ad un comitato, era presieduto da tre membri della società, uno per gruppo ciascuno dei quali rappresentava una delle principali fazioni, e precisamente da James Strachey per gli indipendenti, Marjorie Brierley per i kleiniani, Edward Glover per il gruppo ortodosso e per gli psicologi dell’Io. L’esito delle Controversial Discussions, avvenuto nel Febbraio 1944, portò ad un accordo che, pur scongiurando un vero e proprio scisma, ebbe tuttavia delle conseguenze importanti, in quanto il gruppo più ortodosso dei freudiani guidato da Edward Glover si dimise in blocco dalla British Psychoanalytical Society, ritenendo che esso violasse gli insegnamenti del Maestro. L’accordo, stipulato dopo un anno di trattative per applicare in pratica quello che si era definito in teoria, fu preso dalle due avversarie alla presenza di un garante, cioè Silvia Payne, in qualità di secondo Presidente della British Psychoanalytical Society, carica che mantenne dal 1944, quando successe a Jones, fino al 1947, quando le subentrò Rickman. Tale accordo, poiché non venne scritto nel regolamento, venne definito Gentlemen’s Agreement; con esso venivano istituiti nel London Institute of Psychoanalysis: un’unica commissione per la selezione e per gli esami; due tipologie differenti di corsi per la formazione dei nuovi analisti, uno secondo le direttive del Gruppo A, comprendente i seguaci della Klein ed i componenti del gruppo indipendente e coordinato dalla Heimann e l’altro secondo le direttive del Gruppo B, facente capo ad Anna Freud e coordinato dalla Schaxel-Hoffer; seminari teorici ed attività extracurriculari in comune; laboratori ed attività tecniche propri di ogni gruppo con possibilità di frequentare quelli dell’altro gruppo come ospite; dal terzo anno seminari clinici tenuti indifferentemente da un docente di un gruppo qualsiasi; analisi didattica con un didatta del proprio gruppo; due supervisioni, una da effettuare con un supervisore del proprio gruppo e l’altra con un’esponente dell’altro. Nel 2000 alcuni psicoanalisti capeggiati da Daniel Twomey, Sharon Raeburn e Helen Alfille, i quali volendo mantenere intatto il setting classico, con frequenza di 4/5 sedute settimanali, che gradualmente si andava perdendo nella British Psychoanalytical Society, decisero di uscire da essa per fondarne un’altra che si ispirasse alle loro idee; nacque così la British Psychoanalytic Association, basata prevalentemente sulle teorie di S. Freud, M. Klein, D, Winnicott, che ottenne l’affiliazione all’IPA nel Gennaio 2010. Nel 2005 nella British Psychoanalytical Society si decise di abbandonare il Gentlemen’s Agreement perché ormai privo di senso in quanto Melania Klein era morta il 22 Settembre 1960, Anna Freud il 9 Ottobre 1982 e i loro assiomi concettuali ancora ritenuti validi si erano fusi mentre quelli non più ritenuti validi erano stati abbandonati da tempo. Nel 2015 la British Psychoanalytical Society aprì un altro centro clinico a Leeds (Yorkshire and Humber) dal nome Clinical Service North e siamo così arrivati ai giorni nostri.

Tornando alla Abraham, essa, ottenuta l’iscrizione all’Ordine dei Medici di Londra nel 1945, venne assunta all’Elizabeth Garrett Anderson Hospital come chirurgo. Quest’ospedale si chiamava così in onore di Elizabeth Garrett Anderson (Londra, 9 Giugno 1836 - Aldeburg, Suffolk, Inghilterra, 17 dicembre 1917), che fu la prima donna a laurearsi in Medicina in Francia in quanto in quel periodo le donne in Inghilterra non erano ammesse a tale corso di laurea, la prima a specializzarsi in chirurgia, la prima cofondatrice di un ospedale in Inghilterra, la prima direttrice di un corso di Laurea in Medicina, la prima donna sindaco. Nel 1866, Elizabeth Garrett Anderson fu una delle fondatrici nonché Direttore Sanitario del Dispensario di St. Mary a Londra, che era una struttura ambulatoriale che erogava trattamenti gratuiti per donne indigenti. Nel 1872, essendosi dotato di posti-letto assunse il nome di New Hospital for Women, che aveva la particolarità di avere uno staff interamente femminile e di accettare pazienti solo di donne indigenti. Nel 1918 l’ospedale venne ribattezzato Elizabeth Garrett Anderson Hospital. Nel 1946 l’ospedale acquistò l’Hampstead Nursing Home, posizionato nel quartiere omonimo, che dopo due anni di ristrutturazione nel 1948 si era tramutato nel Garrett Anderson Maternity Home. Nel 2001 le due strutture vennero riunificate; la nuova clinica venne rinominata Elizabeth Garrett Anderson and Obstetric Hospital. Nel 2008 tale ospedale fu acquistato dall’University College Hospital che creò una nuova struttura al proprio interno, tuttora esistente e destinata a fornire esclusivamente servizi materno-infantili chiamata University College Hospital Elizabeth Garrett Anderson Wing.

Nel 1948 Hilda Abraham avendo avuto un’offerta di lavoro come psichiatra, lasciò l’Elizabeth Garrett Anderson Hospital per trasferirsi al British Hospital for Functional Mental and Nervous Disorders. Questo ospedale era nato nel 1890 col nome di British Hospital for Mental Disorders e lo scopo, primo in tutta l’Inghilterra, di fornire trattamenti psichiatrici di tipo ambulatoriale agli indigenti. Nel 1900 si trasferì in una sede più grande ed assunse il nome di British Hospital for Mental Disorders and Brain Diseases. Durante la prima guerra mondiale si specializzò nella cura dei disturbi psichiatrici dei militari. A seguito di ciò l’ospedale si dotò di posti-letto e potè così usufruire di aiuti statali, non concessi alle cliniche che prestavano solo servizi ambulatoriali. La clinica cambiò nome sia nel 1920 in British Hospital for Mental Disorders and Nervous Diseases sia nel 1930 in British Hospital for Functional Mental and Nervous Disorders. Hilda Abraham fu assunta nel periodo in cui la clinica aveva questo nome per avviare i trattamenti a sfondo psicoanalitico; nel 1948, infatti, il British Hospital for Functional Mental and Nervous Disorders fu acquistato, pur mantenendo formalmente una propria autonomia, dal Paddington Hospital (così chiamato dal quartiere in cui si trovava) e ribattezzato British Hospital for Functional and Nervous Disorders. Nel 1961 il Consiglio d’Amministrazione dell’Ospedale scelse di dargli un nome più facile da ricordare e quindi più breve scegliendo il nome della via in cui esso era sito per cui venne rinominato Camden Clinic. Nel 1962 il Consiglio d’Amministrazione del Paddington General Hospital decise di unificare gli ospedali ad esso federati e cioè il West End Hospital for Nervous Diseases e il Paddington General Hospital. Nacque così nel 1962 il Paddington Clinic and Day Hospital che presto ospitò anche un servizio di Psicoterapia dell’età evolutiva, trasferito dall’ospedale St. Marylebone, così chiamato anch’esso dal quartiere d’appartenenza ed affidato ad Hilda Abraham. In tale ospedale furono avviati anche servizi ambulatoriali di tipo riabilitativo e di arte-terapia. Nel 1965 fu avviata una delle prime "comunità terapeutiche" in regime di Day Hospital, con lavori di gruppo, riunioni di comunità, decisioni condivise ed analisi gruppale basata su postulati della sinistra freudiana. Il Day Hospital accettava anche pazienti che erano stati giudicati psicologicamente inadatti alla psicoterapia tradizionale. La sua politica di tipo liberale non metteva vincoli di frequenza per cui i pazienti si presentavano quando volevano. Il personale ha cominciato a rifiutarsi di diagnosticare le condizioni psichiatriche o di prescrivere farmaci e finanche di tenere cartelle cliniche per i loro pazienti. Alcuni pazienti hanno iniziato a convivere insieme in alcune delle stanze della clinica in modo che le dinamiche di gruppo potessero continuare per 24 ore al giorno. Nel 1971, anno in cui morì Hilda Abraham, la Direzione del General Hospital Paddington emise un provvedimento di chiusura del Paddington Clinic and Day Hospital, cosa che suscitò una tale ondata di protesta da assumere valenza simbolica per il movimento anti-psichiatrico tipico della sinistra freudiana. La protesta ebbe successo per cui il Paddington Clinic and Day Hospital rimase aperto. Nel 1974 la Clinica cambiò nuovamente nome in Paddington Center for Psychotherapy. Nel 1979 col cambiamento del clima culturale ed l’avvenuto decadimento delle strutture ospedaliere il Paddington Center for Psychotherapy andò incontro alla chiusura definitiva.
Tra gli scritti di Hilda Abraham notevole è la biografia del padre, peraltro rimasta incompiuta, essendo ella morta a soli 65 anni, il 3 Ottobre 1971.

I suoi contributi teorici hanno riguardato in primis l’aborto. Tale evenienza è stato trattato poco dagli analisti in quanto moralmente disturbante e pertanto scotomizzato. Ella si sofferma particolarmente sulle adolescenti incinte; esse, non avendo raggiunto una piena consapevolezza né del proprio esser donne né di ciò che comporta la propria femminilità, si trovano a dover scegliere fra tre strade. La prima è quello di accettare consapevolmente la propria situazione e farvi fonte grazie ad un adeguato adattamento dell’Io alla realtà esterna, la seconda è quella di tentare un ritorno magico allo stadio adolescenziale cedendo alle pulsioni esoiche e ripudiando la precoce maturazione con l’aborto come se la gravidanza non fosse mai avvenuta, la terza è quella di accettare la situazione ma con intenti espiativi e pseudoriparatori cedendo alle pressioni superegoiche. Nel secondo e nel terzo caso, a causa di un Io debole, esse sono incapaci di amare il bambino in grembo rispettivamente a causa di pre-esistenti problemi legati al Complesso di Elettra e non risolti o per aver avuto madri gravemente deprivanti con le quali sia stata tentata un’identificazione ma con scarso successo. L’Io diventa debole quando la madre non garantisce una presenza adeguata, amorevole e costante nelle prime fasi di sviluppo. La bambina, entrerà nella Fase di Elettra, convincendosi che le scarse cure materne siano dovute al fatto di essere immeritevole e non degna di essere amata; consequenzialmente non prenderà l’ovvio rifiuto paterno come un fatto legato all’amore provato dallo stesso verso la madre, ma come logica conseguenza dell’essere indegna. Tale situazione favorendo l’identificazione con la madre rifiutante, comporterà che adulta, ella avrà difficoltà sia a gestire sia eventuali gravidanze sia le relazioni sentimentali.

Hilda Abraham diede un altro importante contributo sui dinamismi psichici legati al vaginismo in generale e a quello grave causante mancata consumazione del matrimonio in particolare per rifiuto od impossibilità ad avere un normale rapporto sessuale. Ella condusse una ricerca su donne affette da vaginismo a seguito delle quale individuò due differenti cause psicodinamiche. La più frequente causa è da individuarsi in un investimento erogeno non della vagina ma del clitoride per cui qualora esso non venga stimolato la vagina non si lubrifica; l’attrito determinato dal movimento del pene nella vagina asciutta fa insorgere una sensazione che, andando da un fastidio marcato ad un vero e proprio dolore, causa contratture muscolari imponenti ed ostacolanti od impedenti il coito. Tale sensazione è così sgradevole che tale sensazione insorge non solo con l’atto vero e proprio ma anche col semplice pensiero che esso sia in procinto di avvenire. L’investimento erogeno clitorideo è dovuto ad una fissazione al periodo fallico, all’inizio delle fase di Elettra, a sua volta dovuta ad una tale angoscia di castrazione che per la bambina diventa impossibile proseguire nello sviluppo psicosessuale che vive il clitoride come sostituto del pene. Una causa meno frequente si verifica quando la fase di Elettra non si chiude in modo definito o si chiude male; in questo caso l’oggetto d’amore rimane il padre per cui tutti i rapporti sessuali della vita adulta, vissuti inconsciamente come se fossero un tradimento, vengono ostacolati od impediti proprio grazie al vaginismo, i cui risvolti diventano dunque essenzialmente fattori di vantaggio secondario.

Bibliografia
Opere di Abraham in italiano:
Mio padre Karl Abraham, Bollati Boringhieri, Torino, 1985 - Titolo originale: Karl Abraham: an unfinished biography, 1974.

Opere di Abrahamin altre lingue:
Twin relationship and womb fantasies in a case of anxiety hysteria, International Journal of Psychoanalysis, vol. 34, pagg. 219-227, Taylor & Francis, Abingdon-on-Thames, 1953.
A contribution to the problems of female sexuality, International Journal of Psychoanalysis, vol. 37, pagg. 351-353, Taylor & Francis, Abingdon-on-Thames, 1956.
Therapeutic and psychological approach to cases of unconsummated marriage, British Medical Journal, n° 4971, British Medical Journal, Londra, 14 Aprile 1956.
Con Kanter V. B., Rosen I., Standen J. L., A controlled clinical trial of imipramine (Tofranil) with out-patients, British Journal of Psychiatry, vol. 109, pagg. 286-293, Royal College of Psychiatrists, Londra, 1963.
Con AA.VV., Die Anfänge der Psychoanalytischen Vereinigung in Berlin in Psychoanalyse in Berlin, beiträge zur geschichte, theorie und praxis. 50-Jahr-gedenkfeier des Berliner Psychoanalytischen Institut Karl Abraham, pagg. 11-25, Meisenheim, Hain, 1971.

Opere su Abraham
Abraham K.,: La piccola Hilda in A. Castiello d’Antonio - Karl Abraham e l’interesse per lo studio del bambino, Giornale Storico di Psicologia Dinamica, vol. VII, fasc. 13, Liguori, Napoli, 1983 - Titolo originale: Klein Hilda: tagträume und ein symptom bei einem siebenjährigen mädchen, 1913.
Bental V., In memory of  Dr. Hilda Abraham, The Israel Annals of Psychiatry and related disciplines, vol. 9, n. 3, pagg. 265-266, Israel Psychiatric Association, 1971.
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Ultima revisione: 21 Febbraio 1919

Gli Autori
Angela Cuzzocrea, Dottoressa in Psicologia, Università di Messina

Gabriele Romeo, Medico, Psicologo, Psicoanalista, Coordinatore Didattico, Docente, Analista Didatta e Supervisore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalitica di Reggio Calabria.


07/08/2019, 12:01



Abraham-Karl-


 



Psicologia delle Relazioni Oggettuali
Brema (Brema, Germania, 3 maggio 1877
Berlino (Brandeburgo, Germania, 25 dicembre 1925)

di Valentina Moscato e Gabriele Romeo

Nacque il 3 Maggio 1877 a Brema in una famiglia agiata di stretta osservanza ebraica. Il padre Nathan Abraham (8 Aprile 1842 - Brema, 20 Novembre 1915), insegnante di religione nella Comunità Ebraica di Brema sposò la cugina Ida Oppenheimer (1847, Hildesheim, Bassa Sassonia, Germania - Brema, 8 Febbraio 1929), casalinga ma colta. Nathan, dopo il matrimonio, smise di insegnare nel 1873 per avviare un’attività di commercio di tessuti all’ingrosso, grazie all’aiuto economico offertogli dai suoceri Samson Oppenheimer (?, 1802 - Brema, 1878) e Julie Abraham (zia di Nathan; ?, 21 Ottobre 1813 - Brema, 17 Maggio 1891) che erano benestanti; i suoceri, molto legati alla figlia ed a Nathan, andarono a vivere con loro. La famiglia Abraham, di origine ebraiche e molto religiosa era quella classica patriarcale; oltre Nathan, la moglie ed i suoceri, comprendeva anche due sorelle ed un fratello di Nathan nessuno dei quali coniugato.

Nathan ed Ida ebbero due figli:
- Maximilian Abraham (Brema, 9 Settembre 1874 - Campo di Concentramento Maly Trostenets, Minsk, Bielorussia, 28 Luglio 1942; morì assassinato dai nazisti) che rilevò l’azienda di famiglia dopo la morte del padre;
- Karl Abraham.
Ida, cadendo dalle scale qualche anno dopo la nascita di Karl, perse quasi a termine di gravidanza, una bambina.

L’infanzia di Karl fu serena ed improntata ad una stretta osservanza religiosa. I rapporti con entrambi i genitori furono affettuosi e si mantennero tali anche quando egli, uscito di casa per andare all’università, si allontanò progressivamente dalla religione contro il loro volere. Karl fu sempre un ottimo studente; terminati gli studi classici con grande successo, nel 1895 s’iscrisse alla Julius Maximilian Universität Würzburg (Baviera, Germania) nel Corso di Laurea in Odontoiatria anche se dopo un semestre decise di passare al Corso di Laurea in Medicina. Questa prestigiosa università fu fondata nel 1402, col nome Universität Würzburg; nel 1415 chiuse i battenti per carenza di fondi per cui Würzburg rimase senza università per oltre un secolo e mezzo, ossia fino al 1582, quando venne riaperta grazie ai fondi elargiti dal Principe-Vescovo di questa città Julius Maximilian Echter Von Mespelbrunn (Mespelbrunn, Baviera, 18 Marzo 1545 - Würzburg, 9 settembre 1617), in cui onore essa fu rinominata appunto Julius Maximilian Universität Würzburg. 

L’anno successivo continuò gli studi in medicina presso l’Albert Ludwig Universität Freiburg (Friburgo in Brisgovia, Baden-Württemberg, Germania); tale Università, fondata nel 1457 da Alberto VI d’Asburgo (Vienna, Vienna,18 Dicembre 1418 - Vienna, 2 Dicembre 1463), ristrutturata ed ampliata nel 1820 dal Granduca di Baden Luigi I (Karlsruhe, Baden-Württemberg, 9 Febbraio 1763 - Karlsruhe, 30 Marzo 1830) in suo onore venne rinominata Albert Ludwig Universität). Il corso di laurea in Medicina era presente già dall’apertura dell’Università, prima, quindi, della ristrutturazione.

Il 17 maggio 1901 prima della laurea entrò come tirocinante allo Städtische Irrenverpflegungsanstalt Dalldorf di Berlino, la cui storia è strettamente legata alla storia della psichiatria tedesca. Il terreno sul quale esso era sito, era stato acquistato per 35.000 talleri nel 1869 in una località chiamata Dalldorf dall’amministrazione Comunale di Berlino che effettuò i lavori di costruzione di tale ospedale psichiatrico tra il 1877 e il 1879, anno in cui fu inaugurato. All’inizio vi erano ammessi solo adulti psicotici, gravi disabili intellettivi ed epilettici mentre successivamente si accettarono anche soggetti in età evolutiva; tutti i pazienti dovevano sostenere una retta per essere ricoverati. Il regime di cura non prevedeva coercizioni di alcun genere ed il trattamento puntava ad un recupero psicosociale funzionale ad un reinserimento all’esterno tramite affidamento ai parenti. Nel 1885 l’Amministrazione Comunale di Berlino decise di farsi carico dei costi ospedalieri per cui essendo divenuta la degenza gratuita per i pazienti, il numero di richieste di ricovero aumentò considerevolmente. Si decise quindi di aumentare la capienza dell’ospedale per cui il 3 Marzo 1910 iniziarono i lavori di ristrutturazione che finirono il 13 Maggio 1911. Con tale occasione la clinica fu rinominata prendendo il nuovo nome del quartiere, divenendo Städtischen Irrenanstalt Wittenau, nella quale continuò il medesimo stile trattamentale. Con l’arrivo al potere dei nazisti la situazione cambiò radicalmente; il 14 Gennaio del 1934, infatti, entrò in vigore la legge sulla prevenzione delle malattie genetiche che comportava la sterilizzazione forzata di tutti coloro che si presumevano essere portatori di corredi cromosomici tarati, fra i quali rientravano anche gli infermi di mente. Dopo alcuni anni alla sterilizzazione forzata il regime nazista decise l’eliminazione di massa di coloro reputati geneticamente tarati tramite camere a gas per cui i pazienti venivano prelevati dagli ospedali e portati nei campi di sterminio. All’interno degli Ospedali stessi si attuarono trattamenti che puntavano all’eutanasia. Solo nel dopoguerra la clinica tornò ad essere un luogo di cura e non di morte; nel 1957, ampliando anche ai pazienti neurologici ed alle terapie riabilitative essa assunse il nome Karl Bonhoeffer Nervenklinik, in onore dello psichiatra tedesco Karl Bonhoeffer (Neresheim, allora Regno di Württemberg, oggi Baden-Württemberg, 31 marzo 1868 - Berlino, 4 Dicembre 1948). Nel 1963 tra le prestazioni venne inclusa anche la terapia occupazionale. La Humboldt Universität (la più antica Università di Berlino così chiamata in onore del suo fondatore il filosofo Wilhelm von Humboldt nato a Potsdam, Brandeburgo, il 22 giugno 1767 e deceduto a Berlino l’8 aprile 1835), avendo acquistato sia la Karl Bonhoeffer Nervenklinik sia il Krankenhaus Reinickendorf, il 1 gennaio 1997 li accorpava facendo nascere l’Humboldt Krankenhaus, che a sua volta fu acquistato nel 2001 dalla rete ospedaliera Vivantes che lo inserì nell’ambito del Vivantes Humboldt Klinikum, che comprende tutte le specialità mediche ed è tuttora esistente.

Tornando a Karl Abraham, egli si laureò a Friburgo in Brisgovia il 14 Giugno 1901 con una tesi in Istologia dal titolo: "Contributi alla storia evolutiva del pappagallino ondulato"; subito dopo essersi laureato passò, sempre presso lo Städtische Irrenverpflegungsanstalt Dalldorf dallo status di tirocinante a quello di assistente medico. Inizialmente si applicò alla psichiatria solo perchè aveva trovato lavoro in quell’ambito in quanto i suoi interessi erano centrati maggiormente nell’istologia e nell’embriologia.

Nel 1901 s’iscrisse all’Associazione Studentesca per le Scienze Sociali, un gruppo universitario con idee molto avanzate per l’epoca in quanto uno fra i primi con frequentatori di entrambi i sessi. In questo gruppo conobbe Hans Bürgner (?-?), studente in giurisprudenza e futuro notaio, del quale divenne intimo amico; frequentandolo conobbe sua sorella Hedwig Marie Bürgner (Berlino, 1878 - 1967) che lavorava privatamente come insegnante di doposcuola; ella, di origini ebraiche, ma laica, colta e di idee progressiste, rappresentava il suo ideale di partner. Si sposarono, infatti, il 23 gennaio 1906 ed ebbero ebbe due figli: 

- Hildegard Clara Abraham (Zurigo, Canton Zurigo, Svizzera, 18 Novembre 1906 - Londra, Londra, Inghilterra, 3 Ottobre 1971), detta Hilda, futura psicoanalista e autrice di diverse opere, fra le quali una biografia del padre intitolata "Mio padre Karl Abraham" e rimasta incompleta perché morì prima di terminarla;
- Gerhard Allan Abraham, detto Gerd (Berlino, 25 Agosto 1910 - ?).

Karl Abraham, col passare del tempo si era appassionato alla psichiatria, ma trovava l’ambiente medico berlinese troppo tradizionalista; per tale motivo, avendo sentito parlare, fin dai tempi degli studi universitari, del Burghölzli, la Clinica Psichiatrica dell’Universität Zürich, come di un luogo aperto alle innovazioni ed in cui si sperimentavano nuove cure, si presentò al suo Direttore Eugen Bleuler grazie al cui intervento fu assunto l’8 dicembre 1904. Arrivato al Burghölzli, iniziò a lavorare come assistente sotto Carl Gustav Jung che all’epoca era il Vicedirettore della clinica e con cui si sviluppò un buon rapporto. La creazione dell’Universität Zürich fu decisa dal Consiglio Cantonale di Zurigo nel 1832 con l’unificazione delle pre-esistenti ma autonome Facoltà di Teologia, Medicina e Giurisprudenza e delle istituende Facoltà di Belle Arti e Filosofia; nel tempo si aggiunsero altre facoltà fino a farla diventare la più grande delle dodici università svizzere. La cerimonia d’inaugurazione avvenne il 29 aprile 1833. Essa ebbe alcuni primati: fu la prima università europea fondata da uno Stato democratico e non dalla chiesa o da un’autorità monarchica, fu la prima d’area germanofona in cui si laureò una donna Nadežda Prokof’evna Suslova (Povorinskij, Russia Centrale, allora Impero Austroungarico oggi Russia, 13 settembre 1843 - Alušta, Crimea, allora Russia oggi Ucraina, 20 aprile 1918) che fu anche la prima russa a diventare medico, fu la prima a creare una clinica psichiatrica autonoma, anche se collegata all’università, appunto il Burghölzli. Esso venne istituito, dopo alcuni decenni dalla nascita dell’Università, dal suo Consiglio d’amministrazione a causa dell’aumentare della frequenza dei Disturbi Psicopatologici. La fondazione di tale clinica fu fortemente sostenuta dal Professore di Medicina Interna, lo psichiatra Wilhelm Griesinger (Stoccarda, Baden-Württemberg, allora Regno di Württemberg oggi Germania, 9 Luglio 1817 - Berlino, 26 Ottobre 1868). Nel 1870 si inaugurò l’apertura del Burghölzli il cui primo Direttore fu Bernhard Von Gudden (Kleve, Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania, 7 Giugno 1824 - Berg, Baviera, 13 Giugno 1886) che non riuscendo a dare slancio alla clinica si dimetteva nel 1872. Nel 1873 gli successe Gustav Huguenin (Krauchthal, Canton Berna, Svizzera, 17 luglio 1840 - Zurigo, 6 Febbraio 1920) che aveva vaste competenze mediche ma scarse di psichiatria per cui anche egli decise di andarsene dopo pochi anni. Il terzo Direttore fu Julius Eduard Hitzig (Berlino, 6 Febbraio 1838 - St. Blasien, Impero Austroungarico, 20 Agosto 1907), che assunse la carica nel 1875; egli, pur essendo psichiatra, s’interessava maggiormente di neurofisiologia e di ricerca che di clinica per cui egli andò vi dopo breve tempo. Il primo a dare quel grande impulso al Burghölzli, che ne fece allora e lo rese tuttora uno dei centri più avanzati per le neuroscienze, fu Auguste Henry Forel. Forel, subito dopo aver assunto la direzione del Burghölzli nel 1879, arricchì le tipologie di trattamento dei pazienti con l’ipnoterapia e la terapia occupazionale, nel 1883 aprì la sezione femminile e dal 1896 proibì l’uso delle camicie di forza; si avvicinò alla psicoanalisi anche se iniziò a non condividerne più le idee dal momento dell’uscita dello scritto di Freud "L’interpretazione dei sogni" del 1899 fino a divenirne un oppositore. Nel 1898 gli successe come Direttore della clinica Bleuler che, invece, era entusiasta della dottrina freudiana a tal punto da inserirla nella didattica psichiatrica.

Bleuler, già in contatto dal 1897 con Freud, nel 1907 aveva inoltre fondato il Gesellschaft für Freudsche Forschungen di Zurigo, del quale era anche il Presidente; ad esso aderirono, oltre Abraham e Jung, anche Ludwig Binswanger, Edouard Claparède, Hermann Rorschach, Max Eitingon ed altri. In questa associazione si discuteva della teoria freudiana e delle sue applicazioni cliniche, per cui frequentandolo Abraham iniziò a conoscere prima ed ad amare dopo la teoria freudiana. Nel 1910 dal Gesellschaft für Freudsche Forschungen nasceva, sempre a Zurigo, l’Ortsgruppe Zürich der Internationalen Psychoanalytischen Vereinigung con Binswanger Presidente. Nel 1911 diveniva Presidente Alphonse Maeder, che tale rimaneva fino al suo scioglimento, avvenuto nel 1914, per le le fuoriuscite di Bleuler e Jung dal movimento psicoanalitico. Una riorganizzazione del movimento freudiano fu resa difficile dallo scoppio della prima guerra mondiale; infatti, solo dopo la fine della guerra, nel 1919, rinascerà un’organizzazione psicoanalitica in Svizzera, la Schweizerische Gesellschaft für Psychoanalyse, tuttora attiva. Essa fu fondata a Zurigo  il 24 Marzo 1919 alle ore 20,00 nello studio di Gisonne Brüstlein in Müller, sito al n° 102 della Bahnhoffstrasse; i soci fondatori erano tredici e precisamente la medesima Gisonne Brüstlein in Müller, Ludwig Binswanger, Ernst Blum, Raymond de Saussure, Emma Fürst, Mira Gincburg in Oberholzer, Arthur Kielholz, Ernst Neuenhofer, Oskar Pfister, Emil Oberholzer che fu eletto Presidente, Hermann Rorschach che fu eletto Vicepresidente, Philippe Sarasin, Hans Zulliger mentre come ospiti c’erano Otto Rank, Ernst Jones e Hanns Sachs, che si fermò a Zurigo per un anno per svolgere le funzioni di analista didatta e nel 1920 si trasferì a Berlino per far parte dello staff didattico del nascente Berliner Psychoanalytisches Institut. Nel tempo altri illustri pensatori si unirono al gruppo quali Èdouard Claparède nel Settembre 1919 e Jean Piaget nel 1920. Il primo Presidente fu Emil Oberholzer che mantenne tale carica fino alle sue dimissioni avvenute nel 1927; gli successe Philippe Sarrasin che detenne tale incarico per più di 30 anni, fino al 1961. Oberholzer si dimise in seguito al conflitto scoppiato con la maggior parte degli analisti svizzeri perché non egli non intendeva accettare l’ammissione ai training formativi di candidati laici, contrariamente alle indicazioni di Freud. Lasciata la Schweizerische Gesellschaft für Psychoanalyse, Oberholzer il 12 Dicembre 1927 fondò la Schweizerische Ärztegesellschaft für Psychoanalyse, della quale fu Presidente fino allo scioglimento che avvenne nel 1938 sia perché egli, che ne era l’esponente più rappresentativo  decise di trasferirsi a New York (New York, USA) in quanto sua moglie era ebrea ed egli temeva la crescente influenza dei nazisti in Europa sia perché questa società non aveva ottenuto il riconoscimento da parte dell’International Psychoanalytical Association, in sigla IPA. Nel 1949, dal 15 al 17 Luglio, ebbe luogo il 16° congresso dell’IPA, il primo postbellico, tenutosi proprio a Zurigo che passò alla storia per la polemica interna alla Deutsche Psychoanalytische Vereneigung fra i neoanalisti seguaci di Harald Schultz-Hencke e gli psicoanalisti di fede abrahamian-freudiana seguaci di Carl Müller-Braunschweig. Nel 1951 nacque, all’interno della Schweizerische Gesellschaft für Psychoanalyse, ad opera di tre analisti Fritz Morgenthaler, Paul Parin e Goldy Parin-Matthey, il Kränzli, un gruppo che si riuniva, come la storica Mittwoch Gesellschaft, ogni mercoledi sera, nel quale si svolgevano discussioni di temi psicoanalitici e senza Presidente venendo designato un leader diverso ad ogni incontro tenuto. Nel 1958 nacquero i primi due centri di formazione a Zurigo, uno era il Zürich Psychoanalytische Institut che nel 1987 venne rinominato Freud Institut Zürich, che seguiva il classico modello didattico tripartito che era stato istituito dal 1920 al Berliner Psychoanalytisches Institut, e l’altro fu un’evoluzione del Kränzli che assunse il nome di Psychoanalytische Seminar Zürich che era concepito con attività serali post-lavorative quali corsi, gruppi di studio, colloqui, conferenze e conferenze, senza una selezione preliminare dei candidati alla formazione, con lo svolgimento dell’analisi didattica al termine della formazione; altri centri di formazione, tutti col modello tripartito nacquero a Basilea, Berna, Losanna, Ginevra e Lugano. Nel 1968 lo Psychoanalytische Seminar Zürich, seguendo i moti ribellistici tipici di quell’anno, decise di darsi un governo collettivo cogestito anche con gli studenti; ciò porto ad un conflitto con la Schweizerische Gesellschaft für Psychoanalyse che nel 1977 lo depennò dall’elenco dei propri centri di formazione autorizzati per cui divenne un gruppo psicoanalitico autonomo, non collegato all’IPA e tuttora esistente.

Nel Giugno 1907 Abraham iniziò ad avere scambi epistolari con Freud che nel tempo diverranno sempre più frequenti e ricchi di contenuti. Nel frattempo i rapporti con Jung, inizialmente più che cordiali, si andavano raffreddando. Abraham non poteva avanzare di carriera al Burghölzli perché il posto di vicedirettore era occupato da Jung che rivestiva peraltro anche il posto di discepolo prediletto di Freud laddove egli non si reputasse inferiore come medico e ben più capace come organizzatore. D’altra parte Jung percepiva la presenza di Abraham come un pericolo per entrambe le cose. Un’ulteriore complicazione in questo rapporto fu dovuta al fatto che Abraham si era accorto di un progressivo discostarsi di Jung dalle teorie psicoanalitiche, cosa che non accettava assolutamente; per tali motivi i rapporti tra Abraham e Jung si incrinarono sempre di più col passare del tempo oltrechè sul professionale anche su quello personale.

Abraham espose i propri problemi con Jung a Freud che, pur sottovalutando la portata delle sue osservazioni ritenendole frutto di gelosia, riuscì a risolvere, almeno temporaneamente, la situazione. Seguendo il consiglio di Freud, Abraham si dimise dal Burghölzli nel Novembre 1907 ed il 15 del mese successivo si recò a trovarlo a Vienna; qui si trattenne per una settimana, nel corso della quale ricevette una sommaria istruzione psicoanalitica che, pur non potendosi considerare un’analisi didattica vera e propria, tuttavia ci permette di considerarlo, nel suo albero analitico, come allievo di Freud. Il primo giorno in cui arrivò a Vienna fu ammesso alla Mittwochgesellschaft, che egli frequentò saltuariamente non vivendo a Vienna. La Mittwochgesellschaft nacque il 2 Novembre del 1902 su proposta di uno degli allievi, che frequentavano le lezioni che Freud teneva il sabato sera alla Wien Universität, Wilhelm Stekel; gli altri partecipanti alle prime riunioni, oltre Freud e Stekel, erano altri tre medici gli ebrei Max Kahane e Alfred Adler ed il cattolico Rudolph Reitler che fu il secondo psicoanalista della storia dopo Freud. I membri di questa società essi si riunivano ogni mercoledì sera a casa di Freud per discutere di questioni psicoanalitiche dottrinali, clinico-diagnostiche e pratico-trattamentali. In questo gruppo, attratti sia dalla prospettiva di capire se stessi che da quella di trovare una nuova tecnica per i loro pazienti, entrarono molti altri viennesi, tra i quali i più importanti furono Paul Federn nel 1903, Eduard Hitschmann ed Otto Rank nel 1905, Alfred Bass, Adolph Deutsch ed Isidor Sadger nel 1906. Il 27 febbraio 1907 avvenne il primo incontro con Carl Gustav Jung, che durò 13 ore, 13 minuti e 13 secondi (il numero 13, foriero di quello che avverrà in futuro, rievoca alla mente il numero dei partecipanti all’ultima cena di Gesù, nato a Betlemme, allora Regno Ebraico, oggi Palestina, il 3 a.C. e morto per crocifissione a Gerusalemme, allora Regno Ebraico oggi Israele, il 7 Aprile 30 d.C., alla fine della quale fu tradito da Giuda Iscariota, del quale non abbiamo alcun dato relativo alla nascita e morto poco dopo Gesù quindi nel 30 d.C. sempre a Gerusalemme) e durante il quale si parlò di psicoanalisi in termini dottrinali, clinici e trattamentali. Intanto nella Mittwochgesellschaft fioccavano le iscrizioni e non solo di viennesi ebrei; la psicoanalisi era uscita dalla sua infanzia medica, austriaca e monoconfessionale per svilupparsi in tutto il mondo. Fra gli altri, ad essa, infatti, s’iscrissero il 2 Marzo 1907 gli svizzeri protestanti Jung e Ludwig Binswanger, rispettivamente, in futuro, fondatori della psicologia analitica e dell’analisi esistenziale, il 15 dicembre 1907 appunto Abraham, nel 1908 l’avvocato viennese ebreo Hanns Sachs ed il medico ungherese ebreo Sandor Ferenczi. Il 15 aprile 1908 la Mittwochgesellschaft, che aveva raggiunto la trentina di soci, venne rinominata Wiener Psychoanalytische Vereinigung con Alfred Adler primo Presidente; essa ricevette nel tempo ulteriori importanti adesioni fra le quali quella di altri due medici protestanti lo svizzero Eugen Bleuler e l’inglese Ernst Jones, il 26 Aprile 1908 in occasione del Primo Convegno di Psicoanalisi tenutosi all’Hotel Bristol di Salisburgo (Salisburgo, Austria). Nel 1910 fu ammessa la prima donna Margarete Hilferding che era un medico di origini ebraiche. La Wiener Psychoanalytische Vereinigung, nonostante numerose defezioni, quali quella di Max Kahane nel 1907 (che partecipò in modo saltuario fino all’Ottobre 1909, quando sostenne che la libera espressione sessuale potesse danneggiare la cultura per cui smise di praticare la psicoanalisi per curare la psicopatologia preferendole le tradizionali terapie fisiche, in particolare l’idroterapia), quella di Adler nel 1911 (in parte per divergenze teoriche essendovi in lui la convinzione che il nodo focale della psicopatologia fosse il Complesso d’Inferiorità e non quello di Edipo, in parte perché soffriva in effetti di un Complesso di Inferiorità nei confronti di Freud che si chiava Sigmund come il fratello maggiore di Adler che aveva salvato la ditta di famiglia dal fallimento e gli aveva pagato gli studi universitari, in parte perché non accettava che Freud apertamente preferiva come suo erede spirituale Jung a lui), quella di Stekel nel 1912 (in parte per divergenze teoriche in quanto criticava sia la regola dell’astinenza che l’atteggiamento a specchio dovendo avere l’analista un ruolo attivo in seduta ed in parte perché non sopportava Jung), quella di Rank nel 1924 (per divergenze teoriche in quanto egli sosteneva che la causa principale della psicopatologia fosse il Trauma della Nascita e non il Complesso di Edipo mal o non risolto), continuò ad aumentare in dimensioni ed in importanza. Nel 1911, dopo le dimissioni di Adler, gli successe alla Presidenza della società Sigmund Freud che mantenne tale carica fino al 1938, anno in cui avvenne l’Anschluss, per cui Freud e la sua famiglia dovettero emigrare all’estero, come fecero molti altri ebrei e la quasi totalità degli analisti sia di origini ebraiche per evitare le persecuzioni razziali che di razza ariana per solidarietà. La Wiener Psychoanalytische Vereinigung chiuse i battenti per riaprirli solo dopo la fine della guerra; Il 10 Aprile 1946 essa riprese le proprie attività col suo terzo Presidente August Aichhorn ed è tuttora attiva, anche se da allora non è più riuscita a riprendere l’antico prestigio.

Alla fine del Dicembre 1907, su investitura di Freud, tornato a Berlino come rappresentante ufficiale della psicoanalisi in Germania, iniziò ad esercitare privatamente con grande successo. Il rapporto personale e professionale di Abraham con Freud fu stretto ed in continua evoluzione da quando si conobbero fino alla morte dello stesso Abraham. Tra Freud e Abraham ci fu un intenso scambio epistolare; essi apponevano alle lettere la sigla CC, cioè Coraggio Casimiro. Questa sigla deriva da un aneddoto raccontato da Abraham a Freud, quando in una gita sulle Alpi, due guide italiane, a corto di cibo, si trovarono a mangiare carne avariata e l’una incoraggiò l’altra appunto con la frase Coraggio Casimiro.

Il sopito conflitto tra Jung e Abraham riesplose durante il Primo Congresso Internazionale di Psicoanalisi che si tenne all’Hotel Bristol di Salisburgo lunedì 27 Aprile 1908 con inizio con inizio alle ore 8 del mattino. I partecipanti erano 42, tutti uomini, in maggioranza austriaci, medici ed allievi di Freud; fra essi spiccavano, oltre Karl Abraham, Alfred Adler, Carl Gustav Jung, Ernst Jones, Abraham Arden Brill, Eugen Bleuler, Sandor Ferenczi. Sia Abraham che Jung parlarono di schizofrenia. Abraham espose una tesi, in piena linea con le teorie freudiane, affermando che tale patologia avesse cause psichiche e fosse dovuta ad una fissazione alla fase orale dello sviluppo. Jung andò invece contro-corrente: imputò infatti la schizofrenia alla presenza di tossine nel cervello, escludendola quindi dal campo d’azione della psicoanalisi. Da allora in poi tra Abraham e Jung non ci sarà mai più accordo, ma all’inizio una reciproca malcelata intolleranza e successivamente una rivalità acerrima. In questo convegno si decise la nascita dello Jahrbuch für Psychoanalytische und Psychopathologische Forschungen, che era una rivista annuale specializzata in Psicoanalisi nella quale saranno pubblicati gli articoli più significativi nel settore psicoanalitico. I primi Direttori di tale rivista furono Freud e Bleuler e Vicedirettore Jung.

La vita di Abraham a Belino e l’eterno conflitto con Jung furono strettamente collegate alla storia della psicoanalisi tedesca, anche dopo la sua morte. Al rientro a Berlino, si accorse che qui la psicoanalisi era ancora ignota od addirittura osteggiata; l’unico interlocutore con cui si potè interfacciare fu Wilhelm Fliess, l’otorinolaringoiatra berlinese che aveva avuto in passato un florido scambio epistolare con Freud. Presto però Abraham iniziò ad essere circondato da allievi cosicchè il 27 Agosto del 1908 nacque, anche se in modo ufficioso, la Berliner Psychoanalytische Gesellschaft. I primi partecipanti furono, oltre Abraham ovviamente, altri 4 medici: Ivan Bloch, Otto Juliusburger, Magnus Hirschfeld, Heinrich Koerber; ad essi l’anno successivo si unì un vecchio amico dei tempi di Zurigo Max Eitingon (ricordando per uno strano parallelismo la Mittwochgesellschaft dove oltre Freud c’erano altri 4 soci fondatori medici ed in cui l’anno successivo arrivò Paul Federn; continuando i parallelismi anche in questo caso i 5 psicoanalisti berlinesi si radunavano a casa di Abraham come i loro colleghi viennesi si radunavano a casa di Freud ed ancora entrambi i gruppi ebbero un tale numero di iscrizioni da non entrare più rispettivamente nei saloni di Abraham e di Freud per cui si costituirono ufficialmente trovando delle sedi apposite). Con la costituzione ufficiale della Berliner Psychoanalytische Vereneigung, avvenuta il 24 Marzo 1910, Karl Abraham si dimise dalla Wiener Psychoanalytische Vereneigung; i soci fondatori furono, oltre Abraham ed i quattro medici che si riunivano a casa sua, Max Eitingon, Johannes Jaroslaw Marcinowski, Anna Margarete Meyer in Stegmann, Wilhelm Strohmayer, Wolfgang Warda, Simon Würzburger; erano tutti residenti a Berlino tranne gli ultimi tre, che vivevano rispettivamente a Jena (Turingia, Germania),  Blankenburg (Turingia), Bayreuth (Baviera). Abraham fu eletto come primo Presidente della Berliner Psychoanalytische Vereneigung e mantenne tale carica fino alla morte avvenuta nel 1925.

Nel 1910 vi fu il secondo convegno internazionale del movimento psicoanalitico nel quale nacque l’IPA. Non era un mistero per nessuno che Freud avrebbe voluto che Jung diventasse il Presidente dell’IPA per tre ottime ragioni che avrebbero permesso alla psicoanalisi di decollare più facilmente, infatti egli era svizzero, protestante ed accademico laddove la maggioranza erano austriaci, ebrei e liberi professionisti; tuttavia, non tutte le fazioni presenti al Convegno erano d’accordo. I laici (cioè i non medici) viennesi e tutti gli analisti inglesi, ungheresi, statunitensi, tedeschi capeggiati rispettivamente da Sachs, Jones, Ferenczi, Brill, Abraham, pur avendo ampie riserve su Jung avrebbero accettato quello che proponeva Freud, i medici viennesi avrebbero voluto i loro leader Adler e Stekel rispettivamente come Presidente e Vicepresidente, gli svizzeri avrebbero voluto come Presidente in parte Bleuler ed in parte Jung. Freud chiese di proporre Jung come Presidente a vita prima ad Abraham che rifiutò di farlo e poi a Ferenczi che invece accettò. Naturalmente esplose un grosso conflitto al quale si trovò una situazione di compromesso che vedeva Jung Presidente dell’IPA per 2 anni, Adler già Presidente della Wiener Psychoanalytische Vereinigung riconfermato come tale per lo stesso periodo, Stekel alla Direzione del Zentralblatt fur Psychoanalyse, la rivista ufficiale dell’IPA, Bleuler Presidente del nascente Psychoanalytische Ortsgruppe der Internationalen Psychoanalytischen Vereinigung. Tale compromesso non accontentò nessuno ed infatti negli anni successivi si vedranno tutte le conseguenze.

Nell’Ottobre 1911 Adler lasciò sia la Presidenza della Wiener Psychoanalytische Vereinigung che l’IPA ed iniziò il suo percorso personale che porterà alla nascita della Psicologia Individuale. Freud venne eletto al suo posto divenendo il secondo Presidente della Wiener Psychoanalytische Vereinigung fino al 1938, quando andrà in esilio in Inghilterra.

Nel Novembre 1911 Bleuler abbandonò sia l’IPA sia l’Ortsgruppe Zürich der Internationalen Psychoanalytischen Vereinigung della quale peraltro, nonostante i patti del Convegno di Salisburgo, non aveva accettato la Presidenza. Nel 1913 lascio la Codirezione dello Jahrbuch für Psychoanalytische und Psychopathologische Forschungen, dal cui numero 5 rimase unico Direttore Freud con Jung come Vicedirettore. Da quel momento Bleuler assunse un atteggiamento critico verso la psicoanalisi, assumendo posizioni indefinite, in parte organiciste in parte psicodinamiche.

Ad inizio 1912 l’attenzione di Karl Abraham fu rivolta verso la propria famiglia; si accorse, infatti, che la figlia soffriva di evidenti Disturbi dell’Attenzione, per i quali era stato convocato anche dalle insegnanti di Hilda che gli comunicarono che in classe la figlia era distratta e non seguiva le lezioni. Fu così che Hilda ebbe la sua prima analisi col padre tra i 6 e i 7 anni, che si svolse tramite dialoghi effettuati durante passeggiate quotidiane. I problemi di distrazione però continuarono ad essere presenti tanto che Hilda nel corso della sua vita si sottopose ad altre tre analisi con Van Ophuijsen a cavallo del 1922 e del 1923 (mentre lo stesso era in analisi didattica con Karl Abraham), con Werner Kemper nel 1933 e con Hilde Maas nel 1934. Il motivo del suo turbamento fu dovuto a due evenienze: l’aver ricevuto due clisteri dal padre e l’aver effettuato una masturbazione coi piedi al fratello che ricambiò nello stesso modo; probabilmente la prima evenienza potrebbe aver determinato una mancata risoluzione del complesso edipico che potrebbe aver determinato il secondo evento in cui il fratello fantasmaticamente avrebbe rappresentato il padre ed i piedi il fallo mancante ed il cui uso avrebbe ridotto l’angoscia di castrazione nata dalla scoperta di non averlo a differenza del fratello.

Nel Novembre 1912, Stekel, pur dimettendosi sia dalla Wiener Psychoanalytische Society che dall’IPA,  rifiutò di lasciare la la Direzione del Zentralblatt fur Psychoanalyse; Freud allora istituì nel 1913 una nuova rivista ufficiale per l’IPA, l’Internationaler Zeitscrift fur Ärztliche Psychoanalyse per cui lo Zentralblatt fur Psychoanalyse chiudeva l’anno dopo. Stekel andrà avanti per la sua strada fondando la Psicoanalisi Attiva, che oggi è solo un ricordo storico. Sigmund Freud sarà il Direttore dell’Internationaler Zeitscrift fur Ärztliche Psychoanalyse fino alla morte avvenuta nel 1939; Anna Freud ne sarà il secondo Direttore nel 1940 e nel 1941, anno in cui il periodico smetterà di essere pubblicato.

Ancora nello stesso anno, quelli che sembravano divergenze di vedute minimali tra Freud e Jung, assunsero dimensioni sempre più evidenti, specialmente in relazione alla centralità del complesso edipico nella teoria freudiana, a tal punto da mettere in agitazione gli stati maggiori del movimento psicoanalitico. Si decise perciò di organizzare un incontro che si tenne il 24 Novembre 1912 a Monaco (Baviera) il cui scopo ufficiale era quello di per preparare i lavori del IV Convegno dell’IPA mentre in realtà il vero fine era quello di tentare di appianare le divergenze di vedute tra Freud e Jung. Freud si recò a tale incontro con i suoi più fidi seguaci, Karl Abraham ed Ernst Jones, mentre Jung scelse Franz Riklin, che era anche suo cugino acquisito, ed Alphonse Maeder; quest’ultimo all’ultimo momento ebbe un impedimento per cui al suo posto Jung scelse Van Ophuijsen anche se non in modo convinto perchè quest’ultimo, benchè fosse un suo analizzato ed allievo, più di una volta aveva esposto le proprie perplessità sulle sue idee. A tale incontro partecipò inoltre Leonhard Seif, uno psicoanalista di Monaco, che successivamente abbandonerà la psicoanalisi per aderire alla psicologia individuale e che sarà l’analista di Matthias Heinrich Göring, cugino del gerarca tedesco Hermann Göring (Rosenheim, Baviera, 12 gennaio 1893 - Norimberga, Baviera, 15 ottobre 1946)  e futuro leader della psicoterapia nazista. Le posizioni assunte da Jung erano ormai molto distanti da quelle di Freud per cui non si addivenne ad alcun accordo e ognuno continuò a percorrere la propria strada in modo autonomo. L’apparente divergenza dottrinale di Jung in realtà era dovuta in realtà proprio a ciò che egli rinnegava, ovverossia un complesso edipico non risolto nei confronti di Freud; al momento in cui conobbe Freud, Jung era uno dei tanti docenti universitari dell’epoca e solo la valorizzazione compiuta da Freud nei suoi confronti e l’averlo indicato come Presidente dell’International Psychoanalytical Association l’avevano reso noto. Ben presto però Jung si rese conto che la notorietà non poteva bastare a diventare un capo riconosciuto perché di fatto gli mancava la profonda capacità metapsicologica di Freud. Queste considerazioni lo portarono a contrastare Freud e a vivere inconsciamente un complesso edipico nei suoi confronti mentre consapevolmente ne negava l’importanza; questo complesso edipico fu esteso anche ad Abraham vissuto come il rivale/fratello modello e quindi preferito. Per uccidere il Padre, e quindi indirettamente anche il Fratello, non usò mezzi fisici come aveva fatto Edipo, ma scelse la strada di distruggerne l’opera ed il miglior modo di farlo era quello di rendere nulla l’importanza della sessualità infantile in generale e del complesso edipico in particolare. Da quel momento iniziò ad elaborare teorie più o meno astruse, non condivise da nessuno degli altri analisti di calibro né dell’epoca né successivi e nemmeno da quelli che erano stati suoi allievi. Van Ophuijsen, infatti, che era stato un suo analizzato e  presente all’incontro del 24 Novembre 1912, non solo assunse posizioni contrarie a quello di Jung ma per i fatti che seguirono successivamente si sentì talmente indignato dai comportamenti di Jung, da ritenere "sporca" la propria analisi didattica fatta con lui; infatti nel 1922 decise di fare una seconda analisi purificatrice, scegliendo come didatta proprio Abraham, l’arcirivale di Jung.

Sempre nel 1912, in seguito all’avvenuto scisma di Adler e visto che erano evidenti anche i presupposti per un futuro scisma junghiano, Ferenczi propose a Jones di creare un gruppo di fedelissimi freudiani con il compito di indirizzare la vita del movimento psicoanalitico e controllarne eventuali deviazioni. Jones lo propose a Freud che accettò l’idea di buon grado e contattò altri analisti tra i quali naturalmente Karl Abraham. Nacque così il Comitato Segreto che si riunì per la prima volta il 25 maggio 1913 nelle persone di Freud, Ferenczi, Jones, Rank, Abraham, Sachs. Nel tempo vennero ammessi altri componenti fra i quali Max Eitingon, Anna Freud, Marie Bonaparte. A tutti i componenti Freud donò un anello, simbolo dell’appartenenza al Comitato Segreto. Il Comitato Segreto, ritenendo ormai solido il movimento psicoanalitico, nel 1927 si scioglieva trasformandosi nel primo Consiglio Direttivo dell’IPA. Dopo la morte di Karl Abraham, l’anello donato da Freud fu ereditato dal figlio Gerhard al quale fu sottratto durante la seconda guerra mondiale in India, dove ricopriva la carica di ufficiale nell’esercito britannico.

Il 7 e l’8 Settembre 1913 si tenne il IV Convegno dell’International Psychoanalytical Association, al Bayerische Hof, un lussuoso albergo di Monaco di Baviera. Qui Jung tentò il colpo di mano per impossessarsi dell’IPA; contro il parere di Freud, infatti, tenne una relazione sui "Tipi Psicologici", i quali diverranno poi elementi costituenti della sua teoria della personalità. Egli sperava in un trionfo cosicchè potesse dare alla psicoanalisi la sua impronta, emarginando Freud ed Abraham e distruggendo tutto il loro lavoro. Tuttavia l’argomento presentato, venne giudicato dalla stragrande maggioranza dei presenti, e soprattutto dai leaders del movimento psicoanalitico, non solo assolutamente estraneo ai temi della psicoanalisi ma addirittura incompatibile con la stessa e probabilmente più adatto alla rubrica degli oroscopi di un giornale per casalinghe che ad un grande convegno internazionale. Il maldestro tentativo di Jung causò  la rottura definitiva con Freud che non gli parlò mai più di persona. 

Dopo il convegno, Jung contattò gli analisti che non erano presenti al Convegno nel tentativi di ottenere una maggioranza, ma non riuscì nemmeno in questo intento considerando che anche la maggioranza dei suoi allievi si rifiutarono di seguirlo. Dopo essersi convinto che Freud ed Abraham erano troppo forti per essere battuti, nel Luglio 1914 si dimise da Presidente e da Socio dell’IPA e dall’Ortsgruppe Zürich der Internationalen Psychoanalytischen Vereinigung, che andò incontro allo scioglimento. Visto che il 28 luglio 1914 iniziò la prima guerra mondiale, non si ebbe il tempo di convocare un convegno straordinario per l’elezione di un nuovo Presidente per cui Freud incaricò per questo compito Abraham, che nuovamente andava ad occupare un posto in precedenza appartenuto a Jung. Nell’Ottobre del 1914 dopo l’uscita del 5° volume dello Jahrbuch für Psychoanalytische und Psychopathologische Forschungen, Jung si dimise dall’incarico di Vicedirettore; Freud, sempre Direttore, scelse come Vicedirettori Eduard Hitschmann e lo stesso Abraham, sempre più odiato da Jung. Questa nuovo assetto direzionale pubblicò il VI volume che vendette pochissime copie a causa della guerra per cui l’Editore Franz Deuticke di Vienna (con questo nome dal 1886 e dalla fondazione nel 1878 col nome di Töplitz & Deuticke) decise di terminare le pubblicazioni. Riprese ad essere stampato nel 1945 col nome, che mantiene tuttora, di Yearbook of Psychoanalysis con la Direzione di Sandor Lorand per i tipi dell’International Universities Press di Madison.

Nel 1915 Abraham fu chiamato alle armi ed assegnato alla ventesima armata di stanza nella Prussia Orientale col grado di capitano medico. Dapprima addetto ad un reparto di chirurgia, fu successivamente nominato Responsabile del Servizio di Psichiatria, evento che gli permise di formulare un’interpretazione psicoanalitica dei Disturbi Post-Traumatici da Stress di tipo bellico. Alla Direzione dell’IPA Freud nominò Jones in sostituzione di Abraham, impegnato in guerra.

Verso la fine della guerra, iniziarono i preparativi per l’organizzazione del V° Congresso dell’IPA che si tenne  nei giorni 28 e 29 Settembre 1918 a Budapest (Ungheria). Qui venne eletto a furor di popolo come quarto Presidente Abraham (il primo dal 1910 al 1914 fu Jung, il secondo Abraham dal 1914 al 1915, il terzo Jones dal 1915 al 1918). L’11 Novembre 1918 finiva la guerra ed ad inizio 1919 Abraham veniva congedato dall’esercito per cui poteva tornare alla sua amata psicoanalisi. Nel 1920 alla carica di Presidente dell’IPA fu nominato Ferenczi.

Nel Febbraio 1920 Karl Abraham fondò il Berliner Psychoanalytisches Institut, Polyklinik und Lehranstalt (che si trovava allora al n° 29 ed oggi al n° 74 della Potsdamerstraße), insieme a Max Eitingon; esso era sia un istituto di formazione sia un ospedale, dove venivano curati col metodo psicoanalitico coloro che non potevano permettersi una terapia privatamente sia come scuola di formazione per analisti. Il metodo di istruzione seguito in tale Istituto fu definito da Abraham tripartito perché si basava su tre punti: frequenza ai corsi teorici, analisi didattica, supervisione analitica. Questa metodologia didattica completa, che comprendeva apprendimento teorico della dottrina, il sottoporsi ad analisi personale e il praticare analisi su altri riferendo sull’andamento delle stesse al proprio supervisore a scopo di controllo e verifica, ebbe un tale successo che fu poi riproposta in tutti gli altri Istituti di formazione in Psicoanalisi in tutto il mondo e tuttora è il modello seguito. Al nome di tale Istituto nel 1970, in occasione del 50° anniversario dalla sua fondazione, fu aggiunta la dicitura Karl Abraham dopo il termine Institut.

Nel 1922 veniva eletto come sesto Presidente dell’IPA Jones. Nel 1924 Abraham iniziò a manifestare una sintomatologia pneumopatologica che venne diagnosticata all’epoca come Bronchiectasia infetta da corpo estraneo (una spina di pesce); la refrattarietà ad ogni cura e la successiva insorgenza di epatomegalia dolente ci fanno pensare oggi più verosimilmente ad un carcinoma polmonare successivamente metastatizzato al fegato. Nel 1925 veniva eletto nuovamente Abraham come settimo Presidente durante il IX convegno dell’IPA tenutosi dal 3 al 5 Settembre 1925 a Bad Homburg (Assia, Germania). Karl Abraham moriva all’apice del successo qualche mese dopo, il 25 Dicembre 1925. Venne quindi sostituito alla Presidenza dell’IPA da Eitingon che sarà il settimo Presidente ininterrottamente fino al 1934 ed a quella della Berliner Psychoanalytische Gesellschaft da Ernst Simmel che nel 1926, in considerazione del continuo espandersi della psicoanalisi ormai diffusa in tutta la Germania, cambiò il nome della società da Berliner Psychoanalytische Gesellschaft a Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft.

Fra i suoi analizzati ci sono stati la maggior parte dei più famosi psicoanalisti: Johan Van Ophuijsen, Helen Deutsch, Edward Glover, James Glover, Melania Klein, Sandor Rado, Theodor Reik, Ernst Simmel, James Strachey, Karen Horney, Felix Boehm, Carl Müller-Braunschweig, sua figlia Hilda.

Gli scontri di Abraham con Jung non finirono con la sua morte. Nel 1926 nacque la Deutsche Gesellschaft für Psychotherapie con la mission di studiare in prevalenza i Disturbi Post-traumatici da Stress bellici; tra i soci c’era Jung. Tale società venne progressivamente infiltrata da clinici nazisti e al fine di poter diventare a tempo debito l’unica società tedesca di psicoterapia. 

Nel 1930 veniva eletto come terzo Presidente della Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft Max Eitingon mentre come Vicepresidente della Deutsche Gesellschaft für Psychotherapie veniva eletto Jung, l’antico rivale di Abraham. Nel 1933 veniva eletto come quarto Presidente della Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft Felix Boehm mentre nella Deutsche Gesellschaft für Psychotherapie il controllo veniva assunto da Matthias Heinrich Göring, cugino del gerarca nazista Hermann Göring (Rosenheim, Baviera, 12 gennaio 1893 - Norimberga, Baviera, 15 ottobre 1946) che faceva eleggere Jung alla Presidenza al posto di Ernst Kretschmer (Wüstenrot, Baden-Württemberg, 8 Ottobre 1888 - Tubinga, Baden-Württemberg,  8 Febbraio 1964). Gli eventi storici ed il potere ricevuto avevano dato la possibilità a Jung di vendicarsi degli eventi del passato; da quando era stato sconfitto a Monaco di Babiera nel 1913 aveva perso visibilità internazionale, non aveva al suo seguito pensatori di rilevo e, benchè avesse creato una nuova disciplina, la Psicologia Analitica, non era riuscito nell’intento di creare una metapsicologia coerente ed organizzata, come quella della psicoanalisi. Nello stesso anno i nazisti salivano al potere in Germania e davano il via alle persecuzioni razziali per cui molti analisti ebrei od imparentati con ebrei, si unirono all’emigrazione di massa della stirpe di Sion.  

Jung, che aveva assunto posizioni antisemite nel tempo sempre più marcate, grazie al potere conferitogli dai nazisti, preparò una mozione che fu approvata nella riunione della Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft del 1 Dicembre 1934; tale mozione vietava agli ebrei sia l’attività clinica che l’insegnamento; i pochi analisti ebrei rimasti in Germania si dimisero per protesta seguiti da molti colleghi ariani per solidarietà. Jung continuò ad esercitare la sua carica, mentre i nazisti assassinavano nei campi di sterminio milioni di individui fra i quali ben 25 analisti ebrei, che non erano riusciti a fuggire in tempo, sostenendo che la psicologia ariana fosse superiore a quella ebraica, che riteneva del tutto aliena alla cultura tedesca. Jung aveva ottenuto la sua rivincita sugli allievi di Abraham ligi alla dottrina freudiana.

Nel 1935, sempre durante il mandato di Boehm, le attività della Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft vennero continuate con soli psicoanalisti ariani. Nel 1936 Göring fondò il braccio formativo della Deutsche Gesellschaft für Psychotherapie, il Deutsche Institut für Forschung und Psychotherapie Psychologische, conosciuto anche come Göring Institut, che assunse la supervisione ed il controllo di tutte le scuole di psicoterapia tedesche mentre iniziava a formare psicoterapeuti di fede nazista. Nello stesso anno la Deutsche Gesellschaft für Psychotherapie si sdoppiò in un gruppo nazionale l’Allgemeine Ärztliche Gesellschaft für Psychotherapie ed una sovranazionale l’Internationale Allgemeine Ärztliche Gesellschaft für Psychotherapie; della prima fu eletto Direttore Göring e della seconda Jung che riusciva così a riacquistare con l’imposizione quella visibilità internazionale che aveva perduto democraticamente.

Nel 1938, dopo l’Anschluss, la Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft venne sciolta, come peraltro tutti le altre scuole e società di psicoterapia, tranne quella naziste e agli analisti anche ariani, se allevi di Abraham e di stretta osservanza freudiana, quali Felix Boehm e Carl Müller-Braunschweig, venne vietato l’insegnamento e la pratica clinica. La dottrina della psicoanalisi nazista, detta anche neopsicoanalisi, fu elaborata da Harald Schultz-Hencke e supervisionata da Jung con la sostituzione dei termini classici psicoanalitici, ritenuti troppo ebraici, con termini ariani, con l’innesto in essa di concetti junghiani ed adleriani ed infine con l’abbandono di tutto ciò che non poteva essere statisticamente dimostrato in generale e di ciò che era legato alla sessualità infantile in particolare.

Il 23 Settembre 1939 moriva a Londra Freud e Jung ne scriveva un necrologio che non era conforme alla verità e fortemente sminuente il suo genio.

Nel 1940 Jung, avendo intuito la possibilità di una disfatta tedesca, abbandonò la carica presidenziale che gli era stata assegnata e si pose in salvo tornando in Svizzera, che non era belligerante. Dopo la fuga di Jung, Göring assunse la Presidenza anche della società internazionale e la mantenne fino al 1945 quando fu arrestato dai sovietici; l’anno dopo morì in prigionia per tifo. Nemmeno la fine della guerra avvenuta il 2 Settembre 1945, tuttavia, fece cessare gli esiti degli scontri tra Abraham e Jung, che continueranno sia pure per interposte persone.

Nel 1946 la psicoanalisi tornava ad avere una propria rappresentanza societaria che assunse il nome di Berliner Psychoanalytische Gesellschaft per divieto imposto dalle autorità militari occupanti di riprendere il nome storico Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft e che non venne ammessa all’IPA; venne eletto come quinto Presidente, Carl Müller-Braunschweig, allievo ed analizzato di Abraham nonché di stretta fede freudiana. che tuttavia doveva combattere contro la maggioranza guidata da Harald Schultz-Hencke e di fede neopsicoanalitica. Durante il 16° congresso dell’IPA, il primo postbellico, tenutosi a Zurigo dal 15 al 17 Luglio 1949, si verificò una spaccatura insanabile tra i componenti di queste due fazioni.

Nel 1950 fu concesso alla Berliner Psychoanalytische Gesellschaft di riprendere il nome storico di Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft, tuttavia anche essa non ammessa all’IPA in quanto troppo infarcita di idee neopsicoanalitiche. Nello stesso anno Carl Müller-Braunschweig, con tutti i suoi seguaci, abbandonò la Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft, per fondare la Deutsche Psychoanalytische Vereinigung che invece fu ammessa all’IPA l’anno dopo. Nella Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft fu eletto come sesto Presidente Felix Boehm che mantenne la carica dal 1950 al 1958 e che in questi anni continuò la politica di progressiva marginalizzazione dei neopsicoanalisti.

Il 1 Maggio 1953 moriva Harald Schultz-Hencke, il 12 Ottobre 1958 moriva Carl Müller-Braunschweig, il 6 Giugno 1961 moriva Jung e con lui il suo sogno di distruggere la psicoanalisi.

A partire dai primi anni ’60, anche il movimento ispirato da Jung e guidato da Schultz-Hencke , la neopsicoanalisi, che comunque anche quando era al massimo dell’espansione non era riuscito a superare i confini tedeschi, iniziò progressivamente a perdere consensi in quanto i vecchi analisti compromessi col regime nazista andavo riducendosi progressivamente di numero per ragioni anagrafiche mentre i nuovi abbandonavano le idee neopsicoanalitiche ritenendole non attuali mentre premevano perché la Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft rientrasse nell’IPA, cosa possibile solo abbandonando il vecchio retaggio junghian-nazista. La Deutsche Psychoanalytische Gesellschaft fu finalmente ammessa all’IPA nel 2009, dopo aver abiurato totalmente le idee neopsicoanalitiche. Terminava così il lungo conflitto tra Jung ed Abraham, con la vittoria postuma delle idee di quest’ultimo.

I contributi teorici di Karl Abraham alla psicoanalisi hanno riguardato in generale tutto lo scibile della psicoanalisi ed in particolare la sistematizzazione delle relazioni oggettuali e la patogenesi di molti quadri clinici psichiatrici.

Il suo contributo alla Teoria delle Relazioni Oggettuali, di cui si può considerare il padre fondatore, fu il completamento della descrizione dello sviluppo psicosessuale elaborato in precedenza da Freud, che si disse completamente d’accordo al riguardo. Egli ha aperto la strada al pensiero kleiniano, bowlbiano, winnicottiano ed in parte anche a quello lacaniano, centrando la sessualità infantile sull’aspetto relazionale più che su quello pulsionale senza tuttavia rinnegarlo ed in questo sta la sua abilità di essere stato un avanguardista pur permanendo nella più pura ortodossia freudiana.

Abraham identifica l’oggetto libidico non solo come una parte dell’organismo fisico ma come un oggetto che nella sua parzialità acquisisce tuttavia un carattere autonomo nella soggettività inconscia dove tutto è possibile anche un fenomeno del tipo pars-pro-toto. L’oggetto del desiderio viene fantasmaticamente divorato, introiettato, distrutto e quindi espulso mentre viene contemporaneamente restituito, esteriorizzato, curato ed infine ritenuto; la Klein, sviluppando questo concetto parlerà di seno buono e cattivo. Esso al tempo stesso rende possibile una relazione buona col soggetto proprietario dell’oggetto, concetto che sarà sviluppato da Winnicott col concetto di madre sufficientemente buona/cattiva. Egli inoltre considera anche come la qualità delle relazioni possa influenzare il carattere dell’individuo una volta divenuto adulto, spianando la strada alla teoria dell’attaccamento elaborata da John Bowlby. Infine col passaggio dall’inconscio preverbale del fanciullo a quello dell’inconscio verbale dell’adulto, Abraham anticipa la Legge del Nome del Padre, formulata da Lacan il cui Oggetto Piccolo A, inconsciamente pregno di significati autonomi, è figlio dell’Oggetto Libidico Parziale di Abraham. Anche Piaget è debitore ad Abraham; il suo oggetto autonomo e parziale altro non è che l’oggetto abrahamiano così come il concetto della permanenza dell’oggetto in sua assenza altro non è che una rivisitazione della fase tardo-anale abrahamiana in cui la ritenzione delle feci fantasmatizza l’interiorizzazione dell’oggetto stesso. 

Utilizzando il proprio concetto di oggetto, Abraham sviluppò ulteriormente il concetto freudiano del rivolgimento degli opposti legato al destino dell’Oggetto Libidico Parziale. Se tale oggetto evolve in modo sintonico si tramuta in quello che diverrà il soggetto d’amore nella vita adulta; se esso permane interiorizzato come tale diviene la causa delle perversioni sessuali in generale e del feticismo in particolare, mentre se si evolve in modo distonico diviene la condizione scatenante della psicopatologia.

Egli ridefinì così l’evoluzione infantile: Primo stadio orale: in questa fase la libido del bambino è circoscritta alla bocca. L’attività prevalente è quella della suzione che assume un aspetto autoerotico in quanto il bambino è in uno stato prenarcisistico per cui l’oggetto esterno, il cui prototipo è la mammella, non esiste ancora come tale. Esso è preambivalente, cioè libero da conflitti in quanto al bambino mancano sia gli impulsi d’amore sia quelli d’odio;Tardo stadio orale: in questa fase la libido è sempre circoscritta alla bocca ma la preambivalenza è stata sostituita dall’ambivalenza, consistente nella proiezione sull’oggetto sia di sentimenti positivi che negativi. Si sviluppa una tendenza a mordere per tendenze cannibalesche legate ad un desiderio di incorporazione totale dell’oggetto in quanto il prenarcisismo si è tramutato in narcisismo per cui l’oggetto esterno non ha senso di esistere di per se ma solo se viene incorporato;Primo stadio anale: in questa fase la libido si è spostata sulla zona anale. L’ambivalenza continua ad aumentare d’intensità mentre il narcisismo resta stabile. Esso è caratterizzata da un tendenza espulsiva con la quale il bambino aggredisce l’oggetto tentando di sporcarlo con le feci;Tardo stadio anale: in questa fase la libido è sempre focalizzata sulla zona anale ma sia l’ambivalenza che il narcisismo restano stabili, avendo perso la tendenza ad aumentare d’intensità. L’oggetto, pur se ancora parziale, inizia il cammino verso l’integrazione nel soggetto totale. Dal cannibalismo si passa al piacere della ritenzione delle feci, cosa che anticipa fantasmaticamente la permanenza interiore dell’oggetto anche in sua assenza.Stadio genitale precoce: in questa fase la libido da oggettuale diventa soggettuale, spostandosi dall’oggetto parziale al soggetto globale, perlopiù la madre, ormai percepita come altro da sé. L’ambivalenza diminuisce mentre il narcisismo scompare; ciò permette l’instaurarsi delle problematiche legate al Complesso di Edipo.Stadio genitale definitivo: questa fase ingloba gli stadi freudiani di latenza e genitale. Le emozioni edipiche vengono dapprima rimosse e poi spostate dal soggetto madre al soggetto partner. L’amore soggettuale è divenuto aconflittuale, segno della trasformazione dell’ambivalenza in post-ambivalenza. Lo psicoanalista tedesco riprende e approfondisce i concetti freudiani sulla formazione del carattere i cui molteplici aspetti si plasmeranno in relazione alle varie fasi dello sviluppo psicosessuale; alcuni di questi aspetti faranno parte della sessualità matura, altri saranno sublimati e altri ancora verranno rimossi.

La tipologia abrahamiana comprende le seguenti espressionalità caratteriali: orale, connotata da ottimismo e fiducia verso l’altro, in seguito ad una risoluzione positiva dello stadio corrispondente; connotata da pessimismo e continua apprensione laddove esso si sia risolto diversamente. Tratti di carattere orale emergono anche nella logorrea, nel piacere della buona tavola, nel mutacismo e nei disturbi alimentari. All’oralità del soggetto appartiene anche la propensione verso l’estrinsecazione di modalità comportamentali di tipo introversivo od extratensivo;anale, connotato, in relazione alla risoluzione positiva o negativa della relativa fase, dalla tendenza all’ordine o al disordine, dall’eliminare o dal conservare o le cose superflue, dal contemplare in modo compiaciuto oppure dal non prestare particolare attenzione ai propri prodotti intellettuali e manuali, dalla generosità o dall’avarizia, dalla perseveranza alla perenne indecisione, dalla tendenza al perfezionismo alla superficialità, dalla flemma più assoluta all’irascibilità repentina. Appartengono al carattere anale anche l’estremo collaborazionismo ed apertura agli altri come la tendenza ad opporsi a qualunque cosa ed alla chiusura relazionale; pazienti con quest’ultimo tratto caratteriale sono difficili da trattare perché vivono l’analista come un intruso a cui ci si deve opporre;genitale, caratterizzato da apertura mentale, disponibilità e tolleranza verso gli altri; esso si può considerare acquisito nella misura in cui il soggetto abbia superato positivamente i tratti ostili e distruttivi (sadico-orali e sadico-anali) nonché quelli narcisistici,  abbia imparato a dilazionare le pulsioni esoiche ed abbia elaborato costruttivamente il complesso edipico. Abraham sostiene che la sessualità sia centrale non solo per lo sviluppo ma che essa sia l’essenza della libido e la costituente prima dell’inconscio. Egli individua inoltre nei miti (tra i quali annovera anche le religioni), nei sogni e nei sintomi una comune matrice sessuale che si esprime tramite i simboli che sono il prodotto di forme associative sostitutive delle relazioni logiche. Nel mito di Adamo ed Eva, il frutto proibito sito nel Giardino dell’Eden rappresenta simbolicamente il divieto di rapporti sessuali; ecco come una relazione logica (il divieto dei rapporti sessuali) che non può essere espressa in modo franco perché ritenuta inaccettabile diviene dapprima associativa (il divieto di consumare il frutto proibito) e poi da questa sostituita. Il frutto proibito rappresenta simbolicamente la vagina ed il serpente tentatore il fallo.

Un altro campo d’interesse di Karl Abraham fu lo studio dell’etiopatogenesi delle malattie mentali grazie ad una chiave di lettura psicoanalitica. Egli utilizzò la teoria freudiana della dialettica degli opposti, che sostituiva nell’inconscio il principio aristotelico del terzo escluso, per spiegare l’insorgenza delle psicopatologie. Freud, con tale teoria, pone al primo posto l’assenza di contraddizione mutua, per cui i contrari non vengono tenuti separati, ma anzi vengono trattati come identici, ragione per cui nel sogno ciascun elemento può anche significare il suo opposto. Quando tale caratteristica di funzionamento del sistema inconscio si estende anche nel reale, insorge la psicopatologia in cui non esiste un netto confine tra psicosi e nevrosi, in quanto esse sarebbero parte di un unico continuum patologico su base etiologica sessuale; infatti una sessualità distonica è determinata nelle forme più leggere, perlopiù nevrotiche, dalla presenza di un oggetto parziale e sublimabile e nelle forme più gravi, perlopiù psicotiche, dall’assenza di oggetto esterno essendo intradiretta e non sublimabile. Ogni stato patologico, a prescindere dall’effettiva gravità, è inoltre rapportabile ad un preciso stadio dello sviluppo psicosessuale.

Abraham osservò alcune caratteristiche comuni tra la depressione e la nevrosi ossessiva, ipotizzando, come causa di entrambe le patologie, una delusione d’amore, determinante una rimozione della libido simile a quella posta in essere nelle sottofasi anali. Se si sarà determinata la perdita dell’oggetto d’amore, l’individuo regredirà alla prima sottofase anale ed andrà incontro a depressione per evitare la quale dovrà re-introiettare l’oggetto che tuttavia è ormai andato perduto per cui sarà sostituito tramite una sua identificazione con l’individuo stesso. Tale re-introiezione, ovviamente insoddisfacente, determinerà una nuova espulsione dell’oggetto ma che sarà contemporaneamente rivolto anche contro se stesso per via dell’avvenuta identificazione dell’oggetto stesso con l’individuo; da ciò scaturiranno scarsa autostima, insoddisfazione, carente fiducia in se stesso ed infine ipotimia. A questo punto ripartirà un altro ciclo nei quali si verificheranno nuovamente re-introiezione e ri-espulsione e così via. Se la delusione d’amore avrà determinato il timore di perdere l’oggetto, ma senza la sua effettiva perdita, si verificherà l’insorgenza di meccanismi trattenitivi per mantenerlo, quali rituali ossessivi e compulsioni per spostamento, per cui l’individuo regredirà alla tarda sottofase anale. Nella depressione l’oggetto d’amore è stato completamente introiettato per cui la dinamica inconscia di base, che si basa sull’introiezione, è: "odio me stesso perché non posso amare l’oggetto d’amore"; tale dinamica è diversa da quella che avviene nella paranoia ed opposta a quella che avviene nella schizofrenia. Nella paranoia l’oggetto d’amore è parzialmente introiettato per cui la dinamica di base, in parte basata sull’introiezione ed in parte sulla proiezione, è "odio gli altri nei quali proietto me stesso che odio perché non posso amare l’oggetto d’amore". Nella schizofrenia l’oggetto d’amore è confuso con se stesso per cui la dinamica di base, basata sulla proiezione, è: "Non posso amare l’oggetto d’amore quindi odio me stesso che sono gli altri". Ne consegue che il paranoico cerca di liberarsi di quella parte dell’oggetto che è stato introiettato mentre il paziente schizofrenico teme di perdersi nell’oggetto.

I disturbi dell’alimentazione nascono in seguito a regressione o fissazione alla fase orale. La bulimia nasce per tendenze aggressive legate alla volontà sadica di distruggere l’oggetto d’amore identificato col cibo vissuto come sostituto simbolico della madre mentre l’anoressia è legata alla paura di distruggerlo con la assunzione e digestione. 

Se durante la fase orale il bimbo è vittima di un trauma sessuale reale nel quale abbia provato piacere oppure è soggetto ad un forte desiderio incestuoso, si avrà una non-accettazione superegoica del piacere/desiderio con conseguente eliminazione tramite la scissione. In base all’intensità di queste sensazioni si potrà avere fin da subito una fissazione allo stadio orale; altre volte lo stadio orale potrà essere superato ma qualora vi sia un fatto scatenante si potrà avere una regressione ad esso. Naturalmente non tutti i bimbi che abbiano subito violenze sessuali o che abbiano provato desiderio incestuoso sviluppano successivamente una psicosi ma solo quelli che da un si sono sentiti fortemente colpevoli per aver provato piacere/desiderio e che dall’altro non sono riusciti ad elaborarlo.

Abraham parlò anche delle nevrosi di guerra che consistono in riattualizzazione di un’angoscia ancestrale, come quella di castrazione; infatti, i bombardamenti, subiti in prima linea, causano la medesima impotenza angosciosa provata durante la fase edipica. In effetti tale dinamica potrebbe essere estesa, secondo gli Autori di questo articolo, a tutti i Disturbi Post-Traumatici da Stress, a prescindere dalla causa.


Bibliografia

Opere di Abraham
in italiano:
Opere, 2 voll., Bollati-Boringhieri, Torino, 1975.

in altre lingue: 
The letters with Sigmund Freud 1907-1926 - A psychoanalytic dialogue, Hogarth Press, Londra, 1965.

Opere su Abraham
Abraham H., Mio padre Karl Abraham, Bollati-Boringhieri, Torino, 1985.
Bentinck Van Schoonheten A., Karl Abraham: life and work, a biography, Taylor & Francis, Milton Park, 2015.
Castiello D’Antonio A., Karl Abraham e la psicoanalisi clinica, Bulzoni Editore, Roma, 1981. 
De Masi F., Karl Abraham - Alle radici della teoria psicoanalitica, Armando Editore, Roma, 2002.
Ferrández Payo M. A., Karl Abraham y la sucesión a Freud, Punto Rojo Libros, Siviglia, 2017
Kauders A. D., Der Freud-komplex: eine geschichte der Psychoanalyse in Deutschland, Berlin Verlag, Berlino, 2014
Lemaigre B., Karl Abraham, Presses Universitaires de France, Parigi, 2003.
Sanfeliu I., Karl Abraham: the birth of object relations theory, Taylor & Francis, Milton Park, 2014.
Zienert-Eilts K., Karl Abraham: eine biografie im kontext der psychoanalytischen bewegung, Psychosozial Verlag, Giessen, 2013.

Ultimo aggiornamento 11 Febbraio 2019

Gli autori
Valentina Moscato, Psicologa clinica, specializzanda presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalitica di Reggio Calabria

Gabriele Romeo, Medico, Psicologo, Psicoanalista, Coordinatore Didattico, Docente, Analista Didatta e Supervisore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica e Gruppoanalitica di Reggio Calabria.





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